"Si dice che ..."

… la responsabilità genera fiducia.

Sto chiudendo in queste ore il numero di 78PAGINE (rivista che dirigo), che uscirà a dicembre. Il tema della rivista sarà Responsabilità e ho letto tutti i testi, facendo, come sempre, varie riflessioni.

Un collega (e amico), ha nominato nel suo contributo un “modello” che ha, tra i suoi elementi, la responsabilità. Lo stesso collega mi aveva citato questo modello un paio d’anni fa, così, incuriosita, sono andata a cercarlo. Si tratta dei sette elementi della fiducia, racchiusi nell’acronimo BRAVING (B = Boundaries, R = Reliability, A = Accountability, V = Vault, I = Integrity, N = Non-judgement, G = Generosity), ideato dalla studiosa Brené Brown.

Sette elementi per la fiducia

Non si riesce, o almeno non riesco in questo momento, a trovare una corrispondenza esatta di parole nella lingua italiana che rispettino l’acronimo. I sette elementi, nella nostra lingua, possono essere tradotti con Confini, Affidabilità, Responsabilità, Confidenzialità, Integrità, Non – giudizio, Generosità.

Anatomia della fiducia

Un primo elemento riguarda i confini reciproci. Si devono rispettare i propri e quelli altrui e se qualcosa non va bene si deve essere disposti a dire di no.

La seconda cosa è l’affidabilità. Si tratta di fare quello che si dice si farà. In sostanza, si tratta di mantenere gli impegni presi, bilanciando priorità concorrenti.

Poi c’è la responsabilità. Se si compie un errore lo si deve ammettere, scusandosi senza nascondere. C’è sempre il principio che chi fa sbaglia, con il suo contrario chi non fa non sbaglia mai.

Rispettare la confidenzialità è il quarto punto. Le confidenze devono essere mantenute riservate.

Il quinto è l’integrità. Bisogna scegliere ciò che è giusto, al posto di quello che è divertente, veloce e facile. Ed è necessario praticare i propri valori, non semplicemente professarli.

Segue il non essere giudicati e giudicare per ciò che si chiede ed è chiesto.

Per ultimo c’è il dare l’interpretazione più generosa possibile alle intenzioni, parole e azioni altrui.

Semplice da comprendere, difficile da praticare

Ora, questa anatomia della fiducia è piuttosto semplice da leggere e comprendere, più difficile da praticare. Le difficoltà stanno nel dover, a volte, modificare i propri comportamenti, schemi mentali, abitudini, giudizi. Questo porta a dovere necessariamente fare un lavoro su se stessi e spendersi, nelle cose, in prima persona. Faccende che sembrano essere assai complesse …

di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.www.78srl.it/78pagine

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