Vincenzo Lovino risponde

AAA: Lavoro cercasi

Gennaio è il mese in cui le persone cambiano più spesso lavoro. Eccovi allora alcuni consigli utili

Pensate di avere un curriculum vitae incisivo e d’impatto? Vi ritenete invincibili durante i colloqui? Probabilmente vi state sopravvalutando.

Voglio aiutarvi con una premessa, forse banale ma doverosa: considerando che il Curriculum Vitae è il proprio biglietto da visita, è fondamentale fare, attraverso il CV stesso, una buona prima impressione.

I trucchi? Usare sempre una mail professionale, specificare l’oggetto della presentazione (che non dev’essere troppo lunga), munirsi di gentilezza e cortesia, usare il dono della sintesi, evitare gli errori- o meglio- “orrori” grammaticali e di ortografia. Avere, nel CV, l’elencazione delle esperienze lavorative partendo dalla più recente specificando il ruolo ricoperto e, ultimo ma non meno importante, candidarsi esclusivamente per una posizione aperta.

Come base di partenza avere un CV con le suddette caratteristiche non sarebbe male, ma il bello viene nella fase successiva, e cioè durate il colloquio. Il “Galateo” dei colloqui, sconosciuto a molti, in realtà è semplice: si richiede innanzitutto coerenza nella candidatura in base alle proprie esperienze lavorative (salvo studi particolari). Molto importante è l’aspetto del candidato: siate rilassati e sicuri di voi stessi, il nervosismo e l’imbarazzo si prega gentilmente di lasciarli a casa. Estremamente importante è anche il vostro atteggiamento: stringere la mano con decisione, professionalità, essere se stessi, rispondere in maniera spontanea ma diretta alle domande del reclutatore e avere rispetto di quest’ultimo (il che vuol dire dare del “Lei”).

Forse vi starete chiedendo il motivo per cui io abbia menzionato alcune semplici ma fondamentali regole del “Galateo” dei colloqui. Ebbene, vi rispondo subito: perché, purtroppo, non è per nulla scontato che un candidato osservi e rispetti queste regole. Alcuni esempi? O meglio, alcuni aneddoti di risposte assurde che mi sono state date personalmente in fase di colloquio? Sarete immediatamente accontentati.

“Le cose più importanti per me sono i soldi e il tipo di contratto”, “penso esclusivamente alla mia crescita personale”, “non voglio farmi sfruttare”, “tanto i miei mi mantengono quanto voglio”, “non voglio certi lavori, perché non potrei mettermi lo smalto sulle unghie”, “non voglio più lavorare lì perché i miei vestiti puzzano di cibo” (faceva la cameriera), “non voglio più lavorare lì perché devo tenere i capelli raccolti”, “non voglio cambiare perché sono troppo distante da voi” (abita a 25 minuti!), “voglio cambiare lavoro perché mi annoio”, “va bene, accetto il lavoro” (ma il giorno d’inizio non si presenta!), “Le posso dare la risposta dopo domani? Perché domani ho un altro colloquio in una azienda molto più importante della vostra” (grazie!), “non posso iniziare da subito, devo aspettare 4 mesi che mi scada il contratto” (tutto nella norma!), “aspetti, devo chiedere un parere a mia madre” o “devo chiedere cosa ne pensa mio moroso”, dopo due ore di lavoro il primo giorno: “il lavoro non fa per me, mi state sfruttando”,  “accetto il lavoro” (ma dopo 4 ore dice che ha trovato un lavoro più interessante).

C’è anche chi accetta, ma dopo 4 giorni torna a fare il lavoro di prima (quando al colloquio la risorsa aveva specificato che quel lavoro non lo avrebbe mai più voluto fare), o chi al colloquio dice: “il mio precedente datore di lavoro mi trattava male” ma dopo un giorno ritorna a fare il lavoro precedente perché il datore le ha offerto una cosa migliore, o ancora chi si definisce socievole e contrario a discussioni e litigi (ma poi si scopre che ha fatto almeno due vertenze sindacali!), c’è anche chi chiede la bozza del contratto per farla vedere ai sindacati.

Ma, per continuare, c’è anche chi durante il colloquio mi ha detto: “mi scusi, ma perché mi sta facendo tutte queste domande?” o chi, a domanda appena fatta, mi dice che non ha alcuna intenzione di rispondermi, chi alla domanda “hai la macchina?” mi risponde dicendo: “Sì, ma vengo in autobus perché la macchina la usa mia madre” o chi dice “mi sono fatta accompagnare da mia madre, infatti è lì fuori che aspetta”. Mi è successo anche di scartare una risorsa per mancanza di competenze e di sentirmi dire: “ma allora perché lei mi ha convocato?”.

Ecco, questi sono solo alcuni esempi di risposte che purtroppo le mie orecchie sono state obbligate a sentire. Ma la risposta che mai riuscirò a dimenticarmi è: “non accetto la proposta che mi ha fatto perché Lei mi sta antipatico!”.

Specifico che questi aneddoti non vogliono essere motivo né polemica né tanto meno giudizi, ma chiedo che, come io non giudico voi (nonostante alcune risposte parecchio discutibili), voi non giudichiate me!

Buon Natale a tutti!

Vincenzo Lovino

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