Salute e Medicina

Abuso sessuale su minori – parte 2

Nell’articolo precedente https://www.ilsestantenews.it/salute_e_medicina/abuso-sessuale-su-minori-parte-1/ abbiamo visto che cosa si intende per abuso sessuale e vi ho fornito una sintesi dei dati più recenti. Ora cercherò di rispondere alle domande chi compie tali atrocità? e perché? ciò avviene.

Non sempre abusante è sinonimo di pedofilo

La pedofilia non è necessariamente sinonimo di abuso sessuale nonostante questi concetti vengono facilmente confusi.  Il termine pedofilia deriva dal greco e significa “amore verso i bambini”. E’ un disturbo caratterizzato dall’interesse sessuale nei confronti di minori che può essere diagnosticato anche in assenza di agiti sessuali che coinvolgono direttamente degli infanti. Il reato di abuso sessuale su minore è previsto sulla realtà fattuale ed è sufficiente che accada una volta per essere condannati come abusanti. Inoltre se sono presenti solo fantasie o attrazione ed eccitazione verso i fanciulli e non viene messo in atto alcun comportamento specifico non c’è reato. 

Quando invece si fa diagnosi di pedofilia, come sopra detto, i soggetti possono avere addossata una diagnosi di pedofilia senza che ci sia stato il reato. In questo caso l’impulso, seppur pervasivo, non viene agito. Il fatto che non tutti i casi di abuso sessuale sono commessi da soggetti pedofili. In senso strettamente clinico, complica la panoramica in quanto non tutti i pedofili tramutano in atti sessuali le loro fantasie. E gli adulti che abusano sessualmente di bambini possono rientrare in disturbi differenti dalla pedofilia.

Che cosa possono fare gli adulti per proteggere i bambini dall’abuso?

Molto spesso ci si chiede perché gli abusanti compiono queste atrocità. Mi piacerebbe davvero fornirvi un’unica ed inequivocabile risposta. Se è vero che ad ogni problema vi è una soluzione, mettere fine a questa ecatombe di anime. Vorrei poter rispondere a questa domanda con tutta me stessa. Facendo riferimento alle teorie dei maggiori esperti in materia ma sfortunatamente una risposta sola, univoca, che non ammette eccezioni è un’utopia. Tenendo conto di questa difficoltà nel dare riscontro al “Perché?” vi propongo di cambiare la questione in “Che cosa posso fare io per mio figlio, il mio alunno, il mio fratellino…?”. Il responso che ne consegue si riallaccia al mio primo articolo circa l’educazione sessuale. In quanto, per la prevenzione dell’abuso sessuale, alcuni dei pilastri fondamentali sono ascolto ed educazione affettivo-emotiva di bambini e ragazzi. Parlate con loro, dedicate del tempo ad ascoltare le loro paure e i loro dubbi. Cercate di offrire loro risposte adeguate alla loro età. Di educarli al limite, al saper dire di no e al pudore. Per far comprendere che ci sono zone del corpo “intime” che non devono essere toccate da nessuno.

Vanessa Zampieri Laureata in psicologia
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