Salute e Medicina

Carraro: Come cambia l’assistenza agli anziani

Andrea Carraro, laureato in Infermieristica all’Università degli studi di Padova, oggi è Ceo della società Pro Assistance, che si occupa di assistenza professionale per anziani, malati, disabili e per tutte le persone che necessitano di un supporto personale.

L’intervista a Carraro

Dott. Carraro, cosa sta cambiando a livello sociale in Italia? 
La cittadinanza è cambiata: l’invecchiamento progressivo è continuo e costante, nel 2028 gli over 65 saranno il 35%. Le cause sono la riduzione delle nascite e la qualità del servizio sanitario italiano che mantengono gli anziani più in salute più a lungo.

Cosa è cambiato

Una volta in Veneto vi erano grandi nuclei familiari, dove i genitori accudivano i bambini e i nonni allo stesso tempo, con un continuo ricambio generazionale. Gli anziani venivano quindi assorbiti dalle stesse famiglie. Ora tutta la famiglia deve assolutamente lavorare, e quindi gli anziani finché possono aiutano a crescere i nipoti. Attualmente, sono in pochi ad avere bambini in gioventù, perciò anche questo ruolo viene meno rendendo l’anziano non più utile alla famiglia e anzi bisogno di cure mediche e assistenza, spesso esterna.

Carraro e le badanti

A seguito di questi cambiamenti, negli ultimi quindici anni sono nate le figure delle badanti. Ce ne vuole parlare? “Si è trattata di una diretta conseguenza del cambio di abitudini. Un tempo erano le mogli dei figli a prendersi cura degli anziani, ma ora non basta un solo reddito a mantenere la famiglia. Nasce così la figura professionale dell’assistente domiciliare, ossia una persona che, spesso in forma privata, affiancano le famiglie per offrire in alcuni casi un semplice aiuto, mentre in altri un’assistenza vera e propria”.

Il cambio di figura

Fino a qualche anno fa questa figura aveva contorni non ben definiti, si andava un po’ per referenza. Oggi invece una figura così delicata viene ricercata attraverso strutture professionali e riconosciute.  “Si tratta di figure professionali, ovverosia che sappiano cosa significa badare ad una persona, che conoscano i diritti e i limiti della propria professione. Queste sono figure professionali, come il fisioterapista, che necessitano di un’iscrizione ad un albo: è garantito quindi un certo livello di competenze e professionalità”. 

Come fare per Carraro

Senza criminalizzare la categoria, sembra quindi importante rivolgersi a strutture professionali per assumere una di queste figure. Di casi di maltrattamenti di anziani ne abbiamo sentiti moltissimi, in fondo. “L’assistente domiciliare prende in carico totalmente l’assistito, si tratta di un livello di coscienza e consapevolezza professionale che una badante non iscritta all’albo potrebbe anche non avere. L’assistente segue il paziente a domicilio, ha una preparazione infermieristica, ha modo di capire e provvedere ai bisogni dell’anziano in modo più completo”.

Non rivolgendosi ai centri si corre il rischio quindi di assumere qualcuno più per simpatia che per reali competenze.  “Alle volte è quasi uno stato di necessità, spesso un’emergenza. L’anziano fino a due, tre giorni prima stava bene, nonostante magari prendesse molti farmaci, e improvvisamente magari dopo un aggravarsi di una patologia o una caduta, l’anziano diventa non autosufficiente e necessita di attenzioni e cure che un nucleo familiare di lavoratori semplicemente non può fornirgli”. 

Il caso Veneto

In Veneto sono aumentati i premi per polizze assicurative legati ad aspetti sanitari, quindi ci stiamo spostando verso un modello di tipo “americano”?  “A livello generale il trend sembra essere quello. In Italia il cittadino tende a cercare sicurezze nelle assicurazioni o nelle strutture private. Questo soprattutto per evitare le lunghe attese e in genere per un senso di diffidenza nei confronti della sanità pubblica. Chiaramente ci si dovrà adeguare all’invecchiamento della popolazione, si sta cercando di generare professionisti e situazioni di eccellenza in determinati poli e strutture per i tempi che verranno.”

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