Salute e Medicina

Capua: “Coronavirus in Italia”

«Sì, il coronavirus arriverà in Italia. Quando, con esattezza, non lo sappiamo, ma è probabile che ci vorranno tra le due settimane e un mese. Dobbiamo cercare di ritardarne l’arrivo il più possibile e sperare in un ingresso scaglionato nei diversi Paesi europei. Nell’attesa, dobbiamo lavorare per mitigare l’effetto del virus, quando arriverà in Italia, infettando un numero significativo di persone». Lo afferma la virologa Ilaria Capua

No agli allarmismi per Capua

Non vuole creare inutili allarmismi ma, allo stesso tempo, neanche una sottovalutazione del fenomeno la virologa Ilaria Capua, intervenuta in collegamento video da Tampa nel corso del convegno di “Liberi oltre le illusioni”, in un’aula del campus economico di Ca’ Foscari. «Se, per ipotesi, dovesse ammalarsi il 10 per cento della popolazione italiana, questo provocherebbe il blocco dei servizi primari, dato che i nostri ospedali non hanno scorte. Ed è questa la vera preoccupazione. È fondamentale limitare il panico, per evitare che questo ipotetico 10% si trasformi in 30%». In collegamento video dallo Spallanzani di Roma, al panel ha preso parte anche Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale in prima linea nella lotta al virus.

Il primo decesso per Coronavirus

«Il primo decesso in Europa motivato dal coronavirus ha aumentato l’allarme mediatico, ma ricordiamo che ogni anno in Italia ci sono migliaia di morti per influenza, anche tra i più giovani. L’incidenza mortale per quest’ultima è di uno ogni mille casi; per il corona virus potremmo salire di un punto, ma non abbiamo dati sufficienti per affermarlo con certezza» esordisce Ippolito. «In Europa, il coronavirus causerà tanti morti come in Cina? Non lo sappiamo. I bambini sono meno inclini alle infezioni perché hanno un sistema immunitario più reattivo? Non lo sappiamo. Non abbiamo informazioni sull’evoluzione del virus e ne abbiamo pochissime sulla sua trasmissione, che comunque è molto simile a quella dell’influenza stagionale. Il periodo di incubazione è stato stabilito convenzionalmente in 14 giorni».

La prevenzione secondo Capua

Ippolito parla poi della prevenzione: «Se partiamo dal doppio presupposto di assenza di farmaci e di un vaccino in tempi brevi, allora il controllo dei viaggi, la restrizione dei movimenti e la quarantena delle persone che arrivano da determinate aree sono le misure più efficaci. I voli dalla Cina sono stati ridotti drasticamente e questo probabilmente ha contribuito a un controllo dell’epidemia». Conclude il direttore, parlando del possibile arrivo del virus in Italia: «È fondamentale farsi trovare preparati. Diagnosticare subito i casi e mettere le persone in quarantena. Se non lo faremo, ci ritroveremo a correre dietro al virus, mentre è il virus che deve correre dietro a noi».

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