Salute e Medicina

Educazione sessuale a scuola

Sono Vanessa, laureata in psicologia e specializzata in consulenza sessuologica. Da qualche anno mi occupo di educazione sessuale presso le scuole primarie e secondarie. Ogni giorno per me è una sfida, non potete immaginare quanti tabù sono ancora presenti nella nostra società, per questo mi piacerebbe condividere con voi riflessioni e pensieri circa il tema della sessualità, ricevere dei vostri feedback e confrontarmi con voi in un dialogo aperto e rispettoso. Ringrazio Il Sestante per questa possibilità e auguro a tutti una buona lettura!

Educazione sessuale: un sì a gran voce!

Oggi mi sono imbattuta in un articolo dal titolo “Polonia, stretta del governo contro l’educazione sessuale nelle scuole” e subito, dentro me, qualcosa si è spento. Quando si pensa all’educazione, definita così, senza specificare l’ambito, nessuno si sognerebbe mai di eclissarla al di fuori del bambino dunque perché quando si parla di educazione alla sessualità nasce tanto scalpore? Perché ci si chiede se sia necessaria? Perché ci si oppone ad essa?

Che cosa si intende con il termine educazione sessuale?

Pensare di educare alla sessualità non vuol dire solamente stimolare nell’individuo una graduale presa di coscienza delle caratteristiche somatiche e fisiologiche proprie dei due sessi, ma soprattutto estendere tale consapevolezza agli aspetti psico-sociali che la sessualità coinvolge. Il ruolo che l’educazione socio-affettiva all’interno dell’ambiente scolastico, fin dai primi anni della scuola primaria, può svolgere è quello di facilitare gli alunni ad acquisire conoscenza e consapevolezza delle emozioni proprie e degli altri, permettere ai ragazzi di valorizzare le risorse personali per gestire la comunicazione interpersonale e per vivere autentici rapporti con i pari e con gli adulti. 

L’Unesco chiede maggiori informazioni e più chiarezza!

Nel mondo, sono pochi i giovani che ricevono una preparazione adeguata riguardo la loro vita sessuale. L’Unesco, nel rapporto stilato nel 2009, evidenzia come una mancanza di informazioni a tal proposito, fa si che i bambini siano potenzialmente vulnerabili a forme di sfruttamento, di coercizione e ovviamente di abuso, che si verifichino gravidanze indesiderate e che prolifichino le MST. La fascia di popolazione più giovane, si avvicina all’età adulta avendo a che fare con messaggi contraddittori e confusi sulla sessualità e sui rapporti tra i generi e se a ciò si aggiungono imbarazzo, silenzio e disapprovazione ecco che questa tematica non riuscirà mai a diventare un argomento di condivisione con gli adulti, inclusi i genitori e i docenti, proprio in quelle fasi della crescita personale in cui sarebbe necessario farlo. 

Che cosa ci propone la società attuale?

Ogni giorno, se ci guardiamo attorno, ci troviamo probabilmente circondati da messaggi a connotazione erotica i quali però non connettono il sesso a una relazione o alle emozioni. Gli stimoli e le immagini che arrivano ai ragazzi violano, smentiscono le definizioni fin’ora date alla sessualità, riducendola al sesso, alla genialità, svuotandola del suo contenuto positivo e rispettoso. Le nuove tecnologie rappresentano un indiscusso fattore di rischio in questo senso causando, seppur indirettamente, confusione e diseducazione sessuale nel terzo millennio.

Educazione sessuale rilevante

Partendo da queste premesse, in cui la sessualità viene considerata come esperienza esistenziale complessa, la sex education assume un ruolo rilevante, essenziale nella nostra società al di là dei vincoli comportati ed imposti dall’etica, dalla morale e dal pudore politico. Vietare e rendere tabù questa educazione significa rimanere in questa stasi in cui stupri e violenze sono all’ordine del giorno, in cui il rispetto non è dovuto all’altro e il sesso lo si fa in due, ma uno di questi non è d’accordo.

Vanessa Zampieri laureata in psicologia
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