Salute e Medicina

Fibromialgia e sessualità

La fibromialgia (FM) è una sindrome caratterizzata da dolori muscolo scheletrici diffusi a tutte le regioni del corpo. Colpisce in prevalenza le donne, è invalidante e ha un impatto negativo sulla vita delle pazienti. La sofferenza non è solo fisica in quanto la fibromialgia interferisce con molte attività quotidiane come  lavorare, fare sport, curare la famiglia e la casa oltre che associarsi ad ulteriori sintomi quali i problemi di sonno, fatica, stanchezza, depressione, ansia, problemi di memoria e perdita di concentrazione, emicranie, ecc. Questi sintomi, soprattutto se associati tra loro, possono pregiudicare negativamente la qualità di vita.

La vita sessuale di una fibromialgica

Importanti pubblicazioni nella letteratura medica scientifica hanno indicato un’associazione negativa fra le funzioni sessuali in donne con la fibromialgia. Confrontadole con coloro che non sono affette da questa sindrome. La FM influenza negativamente la vita sessuale provocando dispareunia, perdita del desiderio e insoddisfazione nella relazione di coppia.  

Molte pazienti infatti riferiscono di avere una vita sessuale problematica con dolore durante il rapporto e difficoltà ad assumere o mantenere una posizione adatta. Il disagio che ne segue fa diminuire il desiderio con successive difficoltà di lubrificazione e di arrivare all’orgasmo.

Vulvodinia e fibromialgia

Per una paziente fibromialgica la probabilità di sviluppare la vulvodinia (VD) risulta più elevata. La vulvodinia è caratterizzata da un’ ipersensibilità dolorifica del vestibolo vulvare (l’ingresso della vagina) che rende la penetrazione dolorosa ed, in alcuni casi, impossibile. L’associazione tra FM e vulvodinia (VD) è difficile da riconoscere. Le pazienti tendono ad attribuire tutti i sintomi alla malattia diffusa e non pensano che la dispareunia possa avere origine diversa. Per stabilire i criteri necessari per la diagnosi differenziale tra le due sindromi, alcuni studiosi hanno valutato le caratteristiche della dispareunia e il comportamento sessuale di pazienti con fibromialgia in confronto con pazienti con vulvodinia. Hanno così riscontrato differenze significative sull’insorgenza del dolore urente, sulla capacità orgasmica e sulla frequenza sessuale.

Conclusioni

È dunque inevitabile che la paziente fibromialgica debba vedere compromessa la sua vita sessuale? Assolutamente no. Innanzitutto non bisogna sottovalutare i sintomi che colpiscono il piacere della sfera intima. Successivamente sarebbe utile consultare un consulente sessuale o un sessuologo. Lui saprà consigliare e indirizzare la coppia o la donna a ritrovare il proprio benessere sessuale.

Vanessa Zampieri, Laureata in psicologia
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