Salute e Medicina

Grandi subito

Nell’analisi iniziata negli articoli precedenti, si accenna a 2 differenti “tipi” di partner, i “Figli perenni” e i “Fatti da soli”. Questi ultimi, “Grandi subito”, presentano caratteristiche specifiche.

Le caratteristiche

Sono appartenuti a famiglie nelle quali almeno uno dei genitori (più spesso entrambi) ha favorito lo sviluppo di una relazione dove la necessaria asimmetria tra i grandi e i piccoli, risulta precocemente assente o addirittura rovesciata. Non è raro che un genitore con poche risorse cerchi nei figli il sostegno a proprie specifiche fragilità o incapacità. Questa condizione di limitatezza o carenza di autosostegno dell’adulto, crea i presupposti perché precocemente, nell’arco dello sviluppo, le risorse dei figli siano convogliate in attività di cura rivolte al genitore.

Scelte di vita

Di fronte alle scelte che la vita impone di determinare, un genitore fragile potrebbe chiedere al figlio di essere “Grande subito”; di fornirgli cioè del sostegno che dovrebbe essere richiesto eventualmente soltanto ad altri adulti. Dai “Grandi subito” il genitore potrebbe aspettarsi ad esempio una legittimazione che non è in grado di dare a se stesso, o un supporto alle proprie iniziative, una approvazione delle proprie idee, una comprensione delle proprie motivazioni, dei propri bisogni, dei propri limiti. Il figlio “Grande subito” esce precocemente dal suo status di destinatario di cure e attenzioni ed è posto dall’adulto in un piano paritario o addirittura superiore al proprio.

L’esperienza

L’esperienza di essere elevato al rango di sostenitore e accudente di adulti, può essere altamente gratificante per il figlio, facendogli esperire amplificate sensazioni di importanza, capacità, valore. In questa esperienza, sono però presenti anche una serie di “effetti collaterali” di più o meno immediato e facile riconoscimento. Anzitutto, avere un ruolo di legittimazione o sostegno all’adulto vuol dire essere inopportunamente chiamati alla condivisione delle sue responsabilità. In secondo luogo, il figlio può avvertire il peso derivante dal percepirsi indispensabile al benessere del genitore. Se il naturale compito evolutivo di emancipazione prevede già la difficoltà del figlio di allontanarsi da una fonte di sostegno, in che modo questa difficoltà è aumentata dal fatto che la separazione sia vissuta come una perdita di sostegno anche da parte dell’adulto? Il rovesciamento dei ruoli produce anche altri effetti indesiderabili, come interrogativi, dubbi, incertezze.

Nessun sostegno esterno

I “Grandi subito” si convincono così, presto, che per il proprio orientamento devono auto-centrarsi e fare scarso affidamento su sostegni esterni, finendo per percepire l’ambiente relazionale come povero di risorse e di figure significative. Nella vita di relazione, i “Grandi subito” tendono quindi a occupare funzioni e ruoli di decisione e controllo, a mantenere l’iniziativa, a cedere malvolentieri la conduzione o la scelta ad altri. Sono inoltre scarsamente propensi a sviluppare un autentico e profondo senso di identificazione, affiliazione o appartenenza verso gruppi, realtà lavorative o associative, enti, ecc.; mal sopportano di essere inseriti in categorie, e raramente nella vita si sentono orientati al seguito di un ideale, un modello di riferimento, un idolo.

La coppia

Nella vita di coppia, i “Grandi subito” ricercano la sperimentazione di sensazioni di condivisione, abbandono, affidamento, ma possono concedersi ad esse soltanto con un partner che consenta loro di mantenere l’iniziativa, la libertà di manovra e il potere decisionale. Ecco che allora niente è inizialmente migliore, per loro, che l’incontro con i “Figli perenni” (vedi articolo precedente). “Grandi subito” e “Figli perenni” possono vivere così una stagione di vero idillio ma, in questa loro evidente complementarietà, esiste un rovescio della medaglia: ciascuno è anche il limite dell’altro.

I ruoli

Questa condizione di statica compartimentazione di compiti e processi, questa mancanza di evoluzione generale verso una relazione dove i ruoli siano più intercambiabili e l’iniziativa e l’adattamento siano attitudini più equamente distribuite, possono trasformare l’iniziale idillio in un incantesimo, nel quale tutto è immodificabile e perpetuato indefinitamente; il che può rappresentare, alla lunga, un costo insostenibile in termini di senso nei termini precedentemente descritti.

Rubrica a cura del Dottor Federico Battaglini

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