Salute e Medicina

Hiv e Aids: i cinque falsi miti

Con quest’ articolo voglio portare alla vostra attenzione un tema che ad oggi, agli occhi di tanti, può sembrare banale e superato ma purtroppo così non è. Quando si parla di AIDS e HIV spesso la confusione regna  sovrana in quanto dicerie, falsi miti e notizie tendenziose continuano a circolare.  Ecco quindi 5 notizie FALSE sull’AIDS e l’HIV che bisogna necessariamente sfatare.

HIV e AIDS sono la stessa cosa

Spesso le due espressioni vengono usate come sinonimi ma ciò è errato. L’ HIV è il virus che attacca e distrugge in particolare i linfociti CD4, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo mentre la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è la malattia in atto provocata dall’ HIV che può verificarsi anche a distanza di anni dall’acquisizione del virus. Inoltre non tutte le persone sieropositive, cioè che hanno contratto il virus dell’HIV, sono destinate a sviluppare l’AIDS.

Chi può trasmettere il virus HIV mostra sempre segni di malattia

Assolutamente no. Lo stato di infezione può mantenersi silente per lungo tempo, senza mostrare alcun sintomo e accorgersi del contagio a distanza di anni. Sottoporsi al test Hiv è l’unico modo per scoprire l’infezione.

Per trasmettere il virus basta bere dallo stesso bicchiere della persona infetta

I liquidi biologici che trasmettono l’infezione sono sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno  dunque le modalità di trasmissione avvengono mediante via ematica (es. trasfusioni, aghi contaminati…), rapporti sessuali penetrativi e orogenitali non protetti o attraverso la linea materno-fetale durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Non trasmettono il virus i liquidi biologici a basso contenuto di linfociti come saliva, lacrime, sudore, urine e feci.

Chi ha l’HIV non ha possibilità di migliorare la sua condizione di vita

I progressi della ricerca scientifica e l’uso della terapia antiretrovirale hanno reso possibile alle persone con Hiv di avere una buona qualità di vita, grazie anche al minor impatto sull’organismo e ai minori effetti collaterali. Le prospettive di vita per chi scopre di avere l’Hiv e inizia subito la terapia sono simili a chi non ha contratto il virus.

I minori posso effettuare liberamente il test

In Italia i minori di 18 anni non possono accedere al test diagnostico per l’infezione da HIV senza il consenso del genitore. Il problema sta suscitando molto scalpore poiché sono sempre più frequenti i casi in cui il sanitario, basandosi sulle informazioni raccolte durante il colloquio col minore, riscontra un concreto rischio di infezione e allo stesso tempo verifica l’impossibilità di convincere il ragazzo a coinvolgere i genitori a dare il consenso. 

Vanessa Zampieri Laureata in psicologia

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