Salute e Medicina

La libertà e nati liberi

“Libertà va cercando, ch’è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta. Dante Alighieri – Purgatorio canto I”. Quando parliamo del concetto de “La Libertà” di solito scatta l’immagine più o meno virtuale di una sorta di spazio immenso e indefinito dove possiamo muoverci a nostro piacimento senza limite alcuno. Una sospensione da ogni legame temporale e fisico, uno spazio dentro il quale trova posto ogni sogno e desiderio in grado di esprimere la gioia e la felicità dello stare al mondo per quello che siamo.

Cosa vuol dire “La libertà”

Freedom

Ma nel significato di libertà facciamo confluire tantissime altre cose che invece di chiarire i termini di questo significato contribuiscono, a volte, a confondere e distorcerne il senso. Accade così che, nei confronti di questa opportunità che ci viene data dal momento in cui nasciamo. Come corredo indispensabile della nostra qualità di esseri umani, si sviluppi una sorta di diffidenza e persino di paura. In quanto la libertà porta con sé, come concetto intrinseco ma non privo di condizionamenti. Anche la dimensione indefinita del caos di ciò che per sua natura sfugge ad ogni definizione in quanto vuoto ed oscuro.

Il caos

Il Caos è il principio di ogni smarrimento e perdita, di caduta inarrestabile verso qualcosa di irriconoscibile. Il caos come forza disgregante di ogni ordine costituito, di ogni cosa fino a quel momento conosciuta è per questo tanto più spaventoso e temuto. Quello stesso caos, d’altra parte, talmente necessario da essere indispensabile premessa per ogni ordine nuovo, talmente vitale da essere la forma prima di ogni atto creativo qualsiasi sia la natura di cui esso si sostanzi.

“La Libertà” e umanità

Di fronte a questi fraintendimenti, l’umanità ha cercato di opporre nel corso del tempo un’architettura ardita e complessa di regole. Leggi in modo che esse potessero da un lato garantire a ognuno il godimento della libertà, e dall’altro far sì che quella stessa libertà non costituisse un pericolo per altri esseri umani e alla stessa comunità. Per giungere a questo risultato è stato necessario predisporre particolari strutture sociali affinché la libertà non potesse esplodere nel caos. A garanzia dell’inalienabile diritto ad essa e della sua speciale integrità. Allora, in qualche modo, pur anelando al piacere di poter disporre illimitatamente di noi stessi e delle nostre azioni, abbiamo considerato necessario utilizzare mirabolanti architetture sociali per consentire a tutti la stessa opportunità di sentirsi ed essere liberi. Mutuando la sicurezza di essere liberi e acquisendo anche la paura di non esserlo.

La libertà non è altro che una possibilità per essere migliori. (Albert Camus)

In effetti, il concetto di libertà non è assimilabile ad un processo di culturalizzazione. Ma nasce con l’essere umano, compagna inseparabile di  tutta la sua vita fino a giungere a segnarne il destino spesso deviandolo o cambiandolo per sempre. Se andiamo a leggere gli etimi più profondi delle parole, traiamo dei significati spesso sorprendenti e rivelatori, nel caso della parola libertà scopriamo che etimologicamente la parola libertà ha la stessa radice di “libidine, libare”, del piacere. Ed è collegata anche alla fratellanza, alla famiglia: in latino i “liberi” sono i figli, e ancora oggi le liberalità sono i doni incondizionati.

Il piacere e la libertà

Quindi la libertà si lega al piacere. Dal momento che ambedue sono espressioni della nostra pura e misteriosa energia vitale e sono state da sempre l’oggetto principale della costante ricerca dell’essere umano. Il piacere e la libertà giocano un ruolo straordinario nelle nostre vite. E rendono la libertà un’emozione della quale non è possibile fare a meno in quanto espressione. E unica garanzia di poter esperire la vita nella sua vasta complessità.

Il dolore

La peggiore sofferenza che si possa infliggere a un essere umano è appunto la perdita della propria libertà e l’obbligo di vivere in una condizione di costrizione. Impedirgli  di disporre della propria autodeterminazione. Ed è grazie ai vissuti che l’accompagnano che la libertà rimanda a uno stato di pace data dalla mancanza di aspetti coercitivi e dolorosi. Liberi di respirare, liberi di divertirsi, liberi di scegliere, liberi dalla malattia, liberi di amare, liberi dalle catene, liberi dai condizionamenti. In una parola: liberi di essere. Essa è espressione di ciò che ci fa stare bene. La condizione prima di ogni stato di benessere e gioia incondizionata di esistere senza bisogno di motivazioni.

La pace

La libertà si coniuga allora con la pace, l’assenza di conflitto, in quanto è nella pace che si dilatano gli spazi e le possibilità dell’esistenza.  La libertà per suo intrinseco statuto non ha ragione di essere nelle guerre e tra i muri di ogni tipo. Perché essa recepisce ogni confine, ogni limite, qualsivoglia ostacolo come negazione della sua presenza. E non è certo una questione di fragilità, perchè essa è come la vita: estremamente fragile ma allo stesso tempo pervicace, determinata ed universale. Proprio per questo suo essere allineata alla vita, riconoscibile e indispensabile come l’aria che respiriamo.

La libertà lontana dall’arte?

Quel che risulta chiaro, circa questo stato, è che la libertà è ben lontana dal pirata, dall’artista, dal viaggiatore, dall’erranza capricciosa e irresponsabile. La libertà sta in una trama complessa che involve interiorità e realtà esterna (ci son più vincoli in ognuno di noi che in cento dittature). Pensiero, istruzione, espressione, l’ampiezza delle proprie possibilità e la stabilità della propria posizione, in un’asserzione, insomma, fluida, ma sempre rivolta al bene, al valore.

Conclusioni

Come cantava qualcuno “la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” (Giorgio Gaber), a sottolineare che la libertà richiede un impegno costante e inesauribile verso se stessi e gli altri. Un’assunzione di responsabilità non soltanto delle proprie azioni. Essa è evoluzione, sia individuale che collettiva e, in quanto tale, richiede attenzione, va difesa e protetta. Perché la libertà come la vita, la pace, il piacere. Non è data una volta per tutte, ma rappresenta l’incessante aspirazione dell’umanità di ogni singola  persona. In essa sono espressi i valori fondamentali sui quali si edifica ogni dignità e ragione di vita.

Antonia Murgo. Psicologa psicoterapeuta, esercita la libera professione presso il suo studio di Padova da più di vent’anni. E’ specializzata in psicosomatica, disturbi dell’alimentazione, terapia di coppia ed esperta delle problematiche adolescenziali. E’ spesso relatrice di convegni e conferenze sul tema, ed è stata docente e ricercatrice presso varie scuole europee.       

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