Salute e Medicina

Malati, sperimentazioni al via

Il Veneto, su autorizzazione del Comitato tecnico-scientifico istituto dalla giunta regionale, inizierà la somministrazione in via precoce ai malati sintomatici dei farmaci sperimentali contro il Covid-19 (clorochina, idrossiclorochina, anti-reumatoidi) direttamente a casa. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Luca Zaia. Lo scopo è quello di «rallentare la malattia ed evitare i ricoveri in ospedale». Nel frattempo è giunta notizia che l’Agenzia del farmaco, Aifa, ha autorizzato l’avvio della sperimentazione del farmaco giapponese Avigan, nome commerciale del Favipiravir, un antivirale sviluppato dalla Toyama Kagaku Kgy, una consociata giapponese della Fujifilm Holdings, e che nei giorni scorsi aveva spopolato sui social.

I nomi dei farmaci per i malati

Per quanto riguarda la somministrazione a domicilio di alcuni farmaci sperimentali nella lotta al coronavirus – la clorochina, ad esempio, viene usata abitualmente contro la malaria – il presidente Zaia ha detto che tra qualche giorno si potrà iniziare. «Siamo riusciti, tramite Aifa, a far passare il protocollo della sperimentazione dei farmaci precoci già a domicilio – ha detto il governatore – Stiamo approntando le linee guida con i nostri ospedali. Immagino che inizieremo la prossima settimana la distribuzione». La sperimentazione delle terapie farmacologiche a domicilio e nelle rsa al fine di rallentare l’evolvere della malattia ed evitare ricoveri in ospedale riguarda i seguenti farmaci.

Clorochina/idrossiclorochina, lopinavir/ritonavir, darunavir/ cobicistat (DRC/c e DRC/r), remdesivir 8GS-57349, favipiravir (Avigan), tocilizumab. Ancora non si sa quanti saranno i pazienti coinvolti dalla somministrazione dei farmaci a domicilio. «Stiamo facendo un protocollo, sarà pronto presto», ha detto Zaia. Intanto venerdì sera l’Istituto Superiore di Sanità ha autorizzato l’ospedale di Padova all’utilizzo del plasma trattato degli infetti sui ricoverati nella terapia intensiva.

Tamponi 

«Siamo arrivati a 88.864 tamponi effettuati , con tutte le difficoltà del caso». Ha detto Zaia annunciando «un piano operativo» per l’effettuazione di questi controlli. «Stiamo riscrivendo le linee guida sui tamponi – ha spiegato -. Al momento abbiamo una capacità di 10mila al giorno perché stanno mancando i reagenti, l’obiettivo è arrivare 20 mila tamponi al giorno. Nel frattempo è arrivata la macchina dall’Olanda per le diagnosi che ne deve fare 7.000 al giorno. Sarà utilizzata dal professor Crisanti, stiamo anche cercando di comprarne un’altra per l’area veronese».

Il presidente ha detto che la Regione Veneto ha già comprato 11 macchine per test e tamponi da destinare agli ospedali. Si tratta di attrezzature che hanno una capacità di 800 esami al giorno». Oltre ai tamponi, cioè gli esami con il cosiddetto stecchino in gola e nel naso, la Regione sta aspettando 732.500 test rapidi. Si tratta dei kit che servono per verificare se una persona ha sviluppato gli anticorpi. «Sembra che al 5° o al 6° giorno di sintomi influenzali il test dia la positività».

I test rapidi saranno a disposizione di ospedali e case di riposo. Le precauzioni. Non solo lavarsi le mani, non solo evitare di toccarsi bocca occhi naso mentre si è fuori casa. Ad esempio al supermercato o dal panettiere o in farmacia. Il consiglio rinnovato ieri da Zaia è di lavare la spesa. Tutto quello che si porta a casa va disinfettato, vanno tolti dove possibile gli imballaggi di cartone o di plastica. Oppure vanno passati con uno straccio imbevuto di acqua e alcol o varechina. L’alternativa è di lasciare tutto all’aperto, anche sul terrazzino di casa a prendere aria. Chiunque, infatti, potrebbe aver toccato la merce sugli scaffali del negozio, anche qualcuno positivo e quindi contagioso. Altro consiglio ripetuto ieri da Zaia: «Arieggiate le case, come facevano le nostre nonne».

La polemica

Intanto a scaldare il dibattito politico ci hanno pensato l’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti. E la parlamentare Alessia Rotta (Pd), tutte e due veronesi. Rotta l’altro giorno aveva criticato Zaia a proposito dei fondi stanziati dal Governo. Tirando in ballo le «mascherine di carta igienica» e «la politica dei tamponi fatta solo a parole ma non nei fatti». De Berti: «Stupidaggini iraconde come quelle profferite dall’onorevole Rotta del Pd non si sentono nemmeno dal più ignorante dei cittadini. L’isteria non è permessa a un rappresentante delle istituzioni». Rotta: «Gli assessori regionali del Veneto si diano una calmata». De Berti: «Gli assessori della giunta regionale del Veneto sono calmissimi».

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