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A Rovigo 22° Edizione del Torneo Mirko Petternella

Narrano le cronache, quasi leggendarie, che non piove mai sulla Regata Storica. Nemmeno sul Torneo di Rugby “Petternella”.

Nel corso di ben 22 anni, lo stadio Battaglini di Rovigo è stato un soleggiato approdo per atlete e tifosi. Ricordo tormentati nubifragi con alberi sradicati dal terreno, ma solo la sera prima della competizione, il giorno dopo, cieli azzurri infiniti.

Ci sono due eccezioni: l’anno scorso Giove pluvio si scatenò con un calcio piazzato di pioggia e vento su campo fangoso; per quanto riguarda la Regata Storica, lo fece nel 1996. È l’anno in cui ci lasciò Mirko Petternella, quasi un omaggio del cielo ad un indimenticabile giornalista della Rai, la voce per eccellenza.

Il Torneo rodigino di Rugby Femminile a sette, si mise subito al lavoro, dedicando a Mirko una pagina di storia sportiva che con grande lungimiranza esordirà in seguito, alle Olimpiadi brasiliane del 2016.

Merito dei “Fantastici Quaglio” come li definisce Marina Petternella, organizzatori della kermesse: Gisella, Enrica, il grande Isidoro leggendario rugbysta scomparso nel 2008.

Opportunità sportiva e non solo, in ogni edizione un contributo destinato ad interventi sociali e benefici, e ogni anno, Gisella raccomanda alle giocatrici di avere consapevolezza del proprio ruolo di donne nello sport e nella vita, insegnamento e deontologia delle Rose Rovigo Rugby.

L’edizione numero 22 di questo glorioso Rugby Seven Femminile, svoltasi domenica 23 Settembre, ha visto una decina di squadre partecipanti. Nella categoria Under18 si è imposta la squadra del Rugby Villorba, le trevigiane hanno anche raccolto il trofeo per la miglior giocatrice: Gaia Buso.

Nella categoria Under 16, vittoria avvincente per il Benetton Treviso.

Il rugby femminile a sette piace molto al pubblico, anche ai non addetti ai lavori. Veloce, spettacolare, richiede grande abilità in ogni singola azione, sforzo fisico unito a scatti rapidi e dinamici, meno scontri muscolari a beneficio di una completa armonia.

Mirko Petternella aveva intuito anzi tempo le potenzialità del rugby, anche al femminile. Non mi stancherò mai di dire che per me è stato un grande esempio da seguire, maestro di eleganza, cultura, ironia.

Gli esordi all’Accademia d’Arte Drammatica, attore di prosa sui palcoscenici italiani con Baseggio, Benassi, Cavalieri e poi negli anni 60 la radio e la televisione, inviato speciale alle Olimpiadi per la scherma e voce narrante dei fangosi terreni del Rugby. Grazie a lui il mondo dello sport ha scoperto questa disciplina un tempo solo di nicchia, non a caso la tribuna stampa dello stadio Monigo di Treviso porta il suo nome.

In questi giorni ho riletto un bellissimo pezzo di Gian Nicola Pittalis:” Quando i sentimenti si fanno parola” un ricordo di Mirko che mi emoziona sempre, come questo passaggio:” Era un poeta e gentiluomo. Amico dei giocatori e degli allenatori. Isidoro Quaglio ex seconda linea del Rovigo disse di lui: in Romania, in uno dei momenti più neri della mia carriera, fu lui un giornalista a confortarmi, e lo fece di fronte ad una delle sconfitte più pesanti del nostro Rugby. La sua voce resterà dentro di noi per sempre.”

Al leggendario stadio Battaglini una domenica straordinaria, con premiazioni, autorità e ospiti illustri, tutti pronti a celebrare un terzo tempo indimenticabile e sotto il sole cocente, inusuale per una giornata di inizio autunno.

Per la cronaca l’equinozio quest’anno si è formato il 23 settembre alle 03:54 ora italiana. Un ritardo dovuto all’irregolarità del moto terrestre attorno al sole, incresciosa vaghezza da non addebitare al mondo del rugby, forse perché la palla è ovale.

Elisabetta Pasquettin

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