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Calcio dilettanti ai tempi del covid

Non è sempre facile, in tempi di CoronaVirus, parlare e raccontare di calcio dilettanti. Nella serietà della vita si potrebbe giustamente obiettare come per altro aggiunto, da tanti calciatori, allenatori e dirigenti e presidenti, del mondo del calcio dilettantistico, che il calcio viene in secondo piano. Ma in questo momento di terribile emergenza, con da una parte persone care e non, colpite dal CoronaVirus e persone guarite o lottano per la vita nei reparti di terapie intensiva nei vari ospedali veneti. Sarà giusto parlare di calcio dilettanti?

Gli eroi, non solo nel calcio dilettanti

I nostri medici ed il personale sanitario sono i nostri angeli. Irriducibili, operosi, con amore e forza che mettono nel loro lavoro. Sempre prodighi di una parola buona per i nostri ammalati. Purtroppo il dato di fatto è che il virus è arrivato in fretta e si è propagato a forte velocità in tutto il continente.

Morti. E il calcio dilettanti?

Pensiamo al corteo di bare di persone morte per il CoronaVirus caricate su camion militari per essere portare alla cremazione. Persone che prima di morire nel loro letto di ospedale non hanno potuto ricevere il conforto prima del trapasso dei lori cari, per ragioni di contagio.

L’esempio di un sacerdote

Pensiamo a quel sacerdote Don Giuseppe Berardelli, parroco di Casnigo, comune di 3mila abitanti in provincia di Bergamo che ha scelto di rinunciare al suo respiratore. Per donarlo ad un paziente più giovane, rimasto contagiato dal virus. Quel è prete è morto nei giorni scorsi. Era stato ricoverato a Lovere ed aveva 72 anni. Un gesto eroico come c’è ne sono tanti nel nostro paese.

La testimonianza di un giocatore di calcio dilettanti

”Non sono più io che ho paura del contagio, ma preservo l’altro”. Queste sono le parole significative di una testimonianza di un infermiere. Matteo Lui, ex giocatore e ora in Francia a Montpellier per dare una mano. Questa è davvero un emergenza da trasformare in una gara di solidarietà. E’ qui, cari lettori arriva il calcio.

Calcio dilettanti

Non sono poche le società dilettantistiche che hanno donato i soldi maturati dalle multe o dai rimborsi spese a favore dei reparti intensivi dei nostri ospedali.

Perché parlare di calcio dilettanti

E’ importantissimo parlare di calcio. Oggi i risultati e le “gesta” delle varie squadre e le doppiette, triplette, sono passate in secondo piano. Si sono insidiati altri valori. La voglia di aiutare il prossimo, il senso di responsabilità, di noi veronesi di restare a casa. Lo sperare che tra qualche mesi ci ritroveremo tutti quanti sugli spalti o noi in prima linea a raccontare una partita.

L’importanza del calcio dilettanti

Mai dimenticando che il calcio non è un semplice gioco a sé, ma una forza che unisce passione e collettività. Pronti a correre dietro ad un pallone. Pensiamo ai nostri ragazzi, chiusi in casa, per forza maggiore, che guardano la loro tuta di appartenenza ad una qualsiasi società dilettantistica. Che non vedono i loro compagni, il loro presidente e l’allenatore da più di un mese. Costretti ad allenarsi con una pallina sul pavimento di casa.

La comunicazione

Il nostro compito, con umiltà e passione per il giornalismo è di raccontare nella maniera nostra. Ai tempi del giornalismo online, i loro pensieri, le loro paure, il loro ottimismo, di tornare presto a giocare. E’ per una volta perdonateci se parliamo, a volte in maniera diversa, non perdendo mai il vostro calore e curiosità di leggere appena pubblicato, i nostri articoli.

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