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Ciao Luca. Che partite vedrai adesso?

Se ne è andato in silenzio nonostante avesse lavorato fino alla fine mandando messaggi whatsapp ai collaboratori per fare le pagine di sport. E’ uscito di scena come una vera star Luca Miani, redattore delle pagine sportive de Il Gazzettino. Firma storica dello sport in generale diviso tra terraferma e laguna. Una passione per il basket ma un occhio sempre vigile a tutto il mondo sportivo.

Chi era Luca

All’apparenza burbero e brusco però in realtà difendeva tutti i suoi collaboratori e si assumeva le responsabilità di tutti. Era nato come cronista nel Gazzettino e poi cronista sportivo. Professionista dal ’90 passando dalle piccole cose fino al Venezia di Zamparini. C’è un episodio che vorrei ricordare. Una volta telefonò al Gazzettino Zamparini perchè uno dei tanti allenatori che aveva avuto non voleva più vedere Luca Miani. Lui il giorno dopo si presentò in prima fila a una conferenza stampa. Le critiche che spesso muovevano contro di lui erano ingiuste. Pur tifoso del Venezia sapeva criticare nella veste di giornalista ma mai da “ultras”.

Un regalo inaspettato

Erano gli anni del Venezia in serie A. Il Venezia di Maniero e Recoba. Vengo chiamato al Gazzettino. Luca mi porge una busta. Dentro c’erano le maglie originali dei due campioni. Non maglie di ricambio, ma quelle appena dismesse dopo una partita. Era un regalo. Forse dietro quel caratteraccio aveva intravisto in me qualcosa che sarebbe venuto fuori solo dopo nello sport.

Luca e la malattia

La malattia l’aveva colpito due volte. La prima volta come per festeggiare una vittoria arrivò al giornale con un vassoio di paste con la felicità di aver vinto lui. Poi la recidiva ma non mollò mai il suo posto di lavoro. Non covava rancori. Ebbe le sue discussioni ma non accusò mai nessuno. Essere burbero era solo uno schermo. Lui, originario di Venezia, seguiva anche il Mestre. Erano le squadre della sue città. Ricordo una trasferta a Vigasio quando il Mestre venne promosso. Lui era lì per il Gazzettino, io all’epoca lavoravo per un’altra testata. L’era d’oro del Mestre. Sembrava che il tempo non fosse passato. Colleghi come prima. Onesti nelle critiche nonostante la festa promozione. E una volta una sua telefonata. Inaspettata. Avevano minacciato un collega del Gazzettino a Portogruaro. Ero intervenuto. Luca mi chiama e mi ringrazia. Aveva stima per chi andava oltre la “bandiera”. Eravamo giornalisti e dovevamo essere pronti ad aiutarci tra noi.

Luca e lo sport

Era responsabile delle pagine sportive e sarà difficile per il Gazzettino trovare chi lo sostituirà perchè la sua professionalità era indiscussa. Andava spesso in trasferta anche in giornata. E quando non c’erano soldi li metteva di tasca sua. Io ero un giovane con ancora tanta strada da fare. Nel suo mestiere era serio. Era un mastino e non mollava la presa finchè non arrivava a cercare la verità. Quando ci fu lo scandalo del Crack del Venezia non fece sconti a nessuno, nemmeno agli amici. La verità prima di tutto per Luca. Era scrupoloso ma sempre corretto e non è mai stato smentito, cosa non facile in un mondo come quello del giornalismo sportivo.

Le sue passioni

Aveva praticato basket a livello giovanile prima di diventare allenatore nel settore giovanile della Reyer di cui era tifosissimo. Una Reyer che nel 2017 gli aveva regalato la gioia sportiva più grande vincendo il massimo campionato proprio sotto i suoi occhi, in quella indimenticabile gara6 giocata a Trento. Bissando lo scudetto poi l’estate scorsa. Un cuore sportivo diviso a metà. Stagioni allo stadio di Sant’Elena, la VeniceMarathon che quest’anno non potrà raccontare, le partite di hockey. Ha ricoperto anche vari incarichi nell’Ussi (Unione stampa sportiva italiana) di cui era consigliere nazionale e nel sindacato giornalisti del Veneto. Adesso potrai seguire tutte le partite che vorrai. Sei sempre stato un esempio per chi si avvicinava allo sport. Un abbraccio e grazie per quanto hai dato a tutto lo sport.

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