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Come cresce il “pedale” veneziano in Italia

Storia, cultura e passione. Il presidente Fiorin tira le somme del 2018 che sta concludendosi Ad oggi 58 soci effettivi, tour della Sardegna e varie uscite sulle strade della Grande Guerra

Continua a crescere il Pedale Veneziano, in termini di associati e di attività organizzate sul territorio. A Venezia è un punto di riferimento, e il 2018 si chiuderà con 58 soci effettivi più cinque sostenitori, ma soprattutto è nelle uscite in Italia e all’estero che eccelle il gruppo di Alberto Fiorin. «Dicembre è sempre un mese di bilanci, ma anche utile a studiare i progetti futuri per l’ultracentenaria società ciclistica che rappresentiamo in centro storico» sottolinea proprio il presidente Fiorin, «e anche per quest’anno motivi di soddisfazione ce ne sono molti, a partire dal numero degli iscritti in crescita.

Il calendario delle uscite del fine settimana, quest’anno, è stato costruito attorno al tema della fine della Grande Guerra, e questo ha portato a una ventina di pedalate giornaliere con percorsi che hanno rivisitato i vari fronti, dall’Isonzo alla destra Piave, dal Grappa alla sinistra Piave, dal Montello fino a Caporetto. In più ci sono stati anche due intensi weekend, uno a maggio dedicato all’intera risalita del fiume sacro alla patria (il Piave, ndr) da Cortellazzo a Sappada, con saluto e ringraziamento del sindaco della cittadina montana, e l’altro a settembre che ha invece interessato la zona della rotta di Caporetto e le valli del Natisone. Direi che possiamo essere orgogliosi».

Storia, cultura e passione sui pedali: questi alcuni degli elementi fondamentali che da sempre caratterizzano la società veneziana. Altro momento significativo è stata infatti l’escursione sul Pasubio, questa volta rigorosamente a piedi e allargata a tutte le famiglie, quando i soci del Pedale Veneziano hanno percorso l’affascinante Strada delle cinquantadue gallerie fino al rifugio Papa, mulattiera militare scavata nella roccia durante la prima Guerra Mondiale.

«Ma il fulcro della stagione è stato anche quest’anno il viaggio di fine maggio, la quarta tappa del giro d’Italia delle coste che, dopo averci portato da Venezia a Santa Maria di Leuca nel 2015, da Brindisi ad Amalfi nel 2016, in Sicilia passando per la cima dell’Etna nel 2017, quest’anno ci ha visti protagonisti lungo le meravigliose coste della Sardegna» prosegue il presidente Alberto Fiorin, «un’avventura alla quale hanno partecipato venticinque appassionati, tra i quali sette donne, che hanno percorso 1.041 chilometri in otto tappe dal 26 maggio al 2 giugno. Ora siamo già al lavoro per concludere questo tour ciclistico del nostro Paese, mettendo in programma per il 2019 l’ultima tappa delle coste italiane con la risalita del Tirreno da Salerno a Ventimiglia, prevista dal 18 al 26 maggio prossimi, a chiusura di una entusiasmante scoperta lungo oltre cinquemila chilometri di splendido litorale italiano. Questa società prosegue nel connubio tra sport e cultura, conoscenza del mondo e rispetto per l’ambiente, interpretando la bicicletta come attrezzo per tenersi in forma» conclude Fiorin, «ma anche e soprattutto per venire a contatto, con occhi diversi e maggior curiosità, con il mondo circostante, anche grazie alla meravigliosa opportunità concessa dalla lentezza nello spostamento, e dal fatto di poter entrare a contatto diretto con la natura, l’ambiente, le cose e le persone».

A.M.U.

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