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Grazie lo stesso, ragazzi!

Sono duplici i sentimenti del tifoso del BC Mestre dopo l’eliminazione alla “bella” di semifinale contro Oderzo. Da una parte la grande amarezza per una finale playoff sfumata all’overtime a soli 2” dalla fine; dall’altra, la consapevolezza che quanto fatto dai biancorossi in questa stagione- e in particolare negli ultimi mesi- meriti solo applausi e riconoscimento. Perché bisogna avere davvero il cuore grande come una casa per lottare con la stessa intensità con la quale i grifoni si sono battuti al PalaOpitergium, mettendo paura a quella Calorflex Oderzo finora autentica schiacciasassi specie tra le mura amiche e che, forse, pensava inconsciamente di poter fare un sol boccone di Prete e compagni

E invece il Bc Mestre è andato vicino al secondo colpo corsaro in pochi giorni nella tana degli opitergini, dove fino a domenica scorsa non aveva vinto nessuno dall’aprile 2016. Lo ha fatto grazie al capolavoro tattico disegnato da coach Toffanin e all’abnegazione- non nuova- con la quale ogni giocatore ha interpretato il proprio ruolo sul parquet, spinto anche dal calore del pubblico piazzato dietro la panchina biancorossa a far circolare ancora più adrenalina nelle vene dei grifoni. Il tutto- e non sia un alibi ma un ulteriore medaglia al merito- in una situazione già difficile a livello di rotazioni, resa poi ancor più delicata dalla tripla uscita per falli di Prete, Bedin e Maran e dai 47 tiri liberi concessi agli avversari da un duo arbitrale molto attento a tutelare i talenti opitergini.

Adesso, quindi, è solo il momento degli applausi e dei ringraziamenti per un collettivo in grado di far entusiasmare i tifosi come non si vedeva da alcune stagioni, proprio per questa capacità di saper lottare contro avversità in apparenza insormontabili come infortuni, partenze e ottusa burocrazia. Uno spirito nel quale l’ambiente si è riconosciuto ed immedesimato, patrimonio da non disperdere per costruire il BC Mestre che verrà.

Gino Drago

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