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Il Mestre chiude il 2018 e si prepara a un 2019 da primato, magari con la Coppa

L’anno è finito e Stefano Serena tira le somme partendo dal gennaio scorso. «Dividerei l’anno in due perché abbiamo partecipato a due campionati. La prima parte in Lega Pro dove  siamo tornati dopo anni arrivando ai play off. Poi la mia scelta di scendere in Eccellenza. Mi ero prefissato di portare il Mestre tra i Pro in 5 anni e ci sono riuscito in 3. Potevo fermarmi lì».

Cosa è successo? «La batosta del Baracca mi ha fatto capire che la strada era in salita. Non sapevo nemmeno che Zappalorto avesse tolto l’idoneità! Ci ha portato a fare i giramondo tra Mogliano e Portogruaro. Poi a fine luglio, volendo salvare il progetto Mestre, dopo aver detto no a chi voleva solo distruggere il Mestre, ho preso a malincuore la decisione pur sapendo che avrei potuto riscrivere la squadra. Fare notizia in tutta Italia è stato un punto di arrivo invece poi la decisione di “dimensionare” il Mestre, non ridimensionarlo, e scendere in Eccellenza oggi mi fa dire che la Lega Pro non era il nostro posto perché a Mestre non si può fare sport per mancanza di impianti.

Per me viene prima l’onestà e toccando con mano le difficoltà di partecipare a un campionato professionistico con una Lega che pretende una gestione manageriale senza che ci siano fondi o incentivi ti spinge a rinunciare. Siamo in Eccellenza senza essere falliti.

A volte bisogna prendere decisioni impopolari ed è stato doloroso. Anche in Eccellenza, pur tornando al Baracca, i numeri sono negativi. Sembrava che il ritorno al nostro stadio portasse al tutto esaurito e invece…Può non piacere ma è la realtà. Non possiamo essere una squadra professionistica se tutto è sulle spalle del presidente. Se penso che l’anno scorso gli sponsor più importanti erano da fuori e non dell’hinterland di Mestre mi viene rabbia. Cosa dovevo fare? Far fallire una città? Potevo cedere la società, invece sono ancora qua».

Poi è partito il campionato. «Siamo partiti in ritardo e siamo forse la squadra che ha speso di più. Abbiamo perso punti all’inizio ma poi i risultati sono arrivati con una striscia di 21 risultati utili consecutivi e siamo solo due categorie sotto i Pro e se ci sarà anche solo mezza possibilità di andare in D farò il possibile perché ci si vada. Io guardo sempre in alto». Previsioni? «Mi auguro di fare meglio nel girone di ritorno perché abbiamo affrontato tutte le squadre e superato il gap. Ci siamo rinforzati davanti, recuperiamo Cacurio e Rivi ci può dare molto; sono fiducioso. Le prime 4 sono molto vicine, chi darà più continuità di risultati vincerà».

Il 5 c’è la finale di Coppa a Bassano alle 14.30. «Per la Coppa se saremo cattivi sotto porta, forti e chiusi a centrocampo  sono sicuro che porteremo  a casa una bella gioia. Tutti gli obiettivi sono a portata di mano. Faccio gli auguri a squadra, staff, tifosi, settore giovanile e a Mestre città affinché diventi terreno di impresa e faccia avvicinare imprenditori seri al mondo del Calcio Mestre».

Foto di Marco De Toni

 

A.C.M.

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