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Il Mestre scavalca il Liapiave

Il LiaPiave si fa battere e sorpassare in classifica da un Mestre che dà filo da torcere a una delle squadre più attrezzate del girone soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo, invece, gli ospiti calano di tono ma gli uomini di Tossani non riescono a recuperare lo svantaggio.

La cronaca del primo tempo

Primo gol del Mestre già al 2′ con Rivi che mette dentro, nonostante l’uscita di Rigo. Di nuovo gli ospiti mettono un brivido al 13′ con un gran diagonale Bradaschia, salvato in extremis da Bortot. Lo stesso Bradaschia (24′) serve per Dell’Andrea che non è fortunato. Sul fronte opposto prima ci prova Rezzou (26′), poi (28′) Furlan che apre per Uliari ma invano. Al 39′, Mestre in contropiede con Corteggiano che si allunga la palla con il braccio, tira in porta ma Rigo respinge, riprende Rivi che sigla il bis a portiere battuto. Il LiaPiave protesta invano per il fallo non rilevato, ma non passano che due minuti (41′) quando Furlan inventa una cannonata di sinistro a mezz’altezza che entra in rete.

La cronaca del secondo tempo

Nella ripresa il Mestre si rende protagonista di qualche fallo di Siega che penalizza i difensori di casa. Sullo stesso versante (18′) c’è un traversone tirato da Dell’Andrea, si alza sottoporta ancora Siega ma Rigo blocca tutto. Al 26′ c’è Grandin che apre per Rezzou e questi però colpisce il palo sinistro di Careri. Al 46′, calcio di punizione di Mine Vilela che sfiora il palo.Al termine del match, le analisi degli allenatori.

I commenti

Gianpietro Zecchin (Mestre): «Bella partita, abbiamo giocato bene e creato molte palle-gol nitide. Bravo il loro portiere che li ha tenuti sempre in gara. Un plauso a tutti i nostri ragazzi che hanno disputato un’ottima partita». Mauro Tossani (LiaPiave): «Devo ringraziare i miei ragazzi perché hanno fatto cose incredibili. Se siamo lì in classifica, è perché abbiamo fatto molto. L’unico rammarico è il primo gol preso subito: mentalmente questo provoca un cedimento, una sindrome da cui dobbiamo uscire. I nostri ragazzi sono comunque molto bravi».

A.C.M. foto Marco De Toni

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