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Pierino la peste

Con Pierino Prati non scompare solo un grande campione ma un eroe beat  del calcio italiano. Prati è stato molto di più di un calciatore perché oltre a essere un bomber prolifico aveva una popolarità che andava oltre il campo da calcio. Era bello come un attore, avrebbe potuto benissimo recitare in un western all’italiana, tanto in voga negli anni in cui giocava, nei panni dello sceriffo buono. Così bello da contendersi con Gigi Riva lo scettro di calciatore più desiderato dalle ragazze degli anni ’60 e ’70. E con Riva si contese soprattutto la maglia della nazionale. Solo che Prati era fortissimo, un campione vero, ma Riva era addirittura di più, molto di più.

Pierino e Valcareggi

L’errore di Ferruccio Valcareggi, commissario tecnico degli azzurri dell’epoca, fu quello di considerare Prati la riserva di Riva. In realtà, i due insieme avrebbero fatto sfracelli. Riva mancino, Prati destro. Riva terribile finalizzatore, Prati che amava partire da lontano per aprire le difese. Prati fu amatissimo dai tifosi nelle squadre dove ha giocato (Milan e Roma), perché dava l’anima, segnava tanto e faceva vincere.

Nella sua ricca bacheca un campionato europeo con la nazionale, due coppe delle coppe, un titolo di capocannoniere del campionato italiano, una coppa intercontinentale e, soprattutto, una coppa dei campioni. Fu quest’ultimo trofeo a consegnare Prati alla storia del calcio.

Parla la storia

Madrid, 28 maggio del 1969, stadio Santiago Bernabeu che ospita la finalissima tra il Milan e i ragazzini terribili dell’Ajax che stanno cambiando la regole grammaticali del calcio mondiale. Sulla panchina del Milan siede Nereo Rocco che conosce benissimo la grammatica del calcio all’italiana, anche perché è uno dei suoi padri fondatori, prima col suo Padova dei miracoli e poi col Milan. Rocco ha già vinto la coppa dei campioni col Milan nel 1963 contro il Benfica. Questa volta i timori sono tanti perché l’Ajax fa paura e tra le sue fila gioca quello che è considerato l’astro nascente del calcio mondiale: Johan Crujiff.

Pierino e Rocco

Quando il pullman del Milan arriva nei pressi del Bernabeu, l’orologio segna poco meno di quattro ore all’inizio della partita. Rocco è chiaro con i suoi: “chi ha paura rimanga a bordo.” Scendono tutti, il primo a scendere è Pierino Prati che si aggiusta la zazzera bionda ed entra nel Bernabeu. Guarda lo stadio, pensa che “sì è bello, ma San Siro è meglio.”

Scrivere la storia

Pierino si sveste, si riveste, con la divisa del Milan, si allaccia gli scarpini e rifila tre gol all’Ajax. Finirà 4 a 1 per il Milan.  Pierino con quella tripletta entrò nella leggenda per non uscirne più.

Domenico Ciotti

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