Sport

Sport veneziano. Chi sul podio e chi no

Lo sport veneziano sale sul podio in una stagione che avrebbe potuto diventare indimenticabile senza il “caso” Venezia. Forse però più che veneziano dovremmo parlare di Mestre e zone limitrofe perché proprio la terraferma ha ottenuto i risultati migliori. Da dove partire? Non facile ma forse i colori arancioneri meritano la prima citazione.

AC Mestre

I ragazzi di Zecchin sono l’esempio dello sport veneziano. Salire ancora in Serie D dopo la discesa in Eccellenza dalla LegaPro sembrava un’impresa disperata ma il cuore arancionero che batte ormai da 110 anni ha fatto la differenza. Il Mestre è in Serie D: basta lo 0 a 0 del Baracca nel match di ritorno del 2° turno degli spareggi nazionali per festeggiare la promozione nel massimo campionato dilettantistico nazionale. Forti dell‘1 a 1 ottenuto a Pomezia, gli arancioneri hanno comunque giocato per vincere per almeno un’ora, trovando dall’altre parte una formazione che ha fatto comunque una grande partita ma non è bastato. È promosso in merito con il Mestre, sia per la stagione in Eccellenza sia per quanto dimostrato nelle quattro gare di spareggi. Nota di merito speciale al giovane portiere Rosteghin che con diversi interventi importanti ha blindato il risultato.

Il presidente, il sindaco e lo stadio

Soddisfatto il presidente Stefano Serena: «Tra caldo e tensione è stata una grande sofferenza. Avrebbero meritato entrambe le squadre, per regolamento passiamo noi e siamo contenti. Complimenti ai nostri ragazzi per quanto hanno fatto, ma anche al Pomezia per quanto ha espresso nel corso delle due partite. È un bel giorno per Mestre». Luigi Brugnaro, dal canto suo, si complimenta con la squadra e, oltre al riconoscimento ufficiale, promette subito i necessari miglioramenti allo stadio Baracca, anche oltre i normali lavori strutturali. Il Comune ha comunicato che in tempi molto brevi partirà il primo lotto. D’intesa con la società, inoltre, è in corso la redazione della progettazione definitiva, per un importo totale di 300.000 euro, per l’esecuzione di altri interventi di manutenzione straordinaria. Questa seconda fase dovrebbe concludersi entro i primi giorni di settembre con l’avvio del nuovo campionato.

FcSpinea1966

E tocca ora ai colori gialloblu di Spinea. Grazie alla salita nella serie superiore del Mestre si libera un posto in Eccellenza per la squadra di Mario Scopece che vede, dopo tanti sforzi, realizzato il suo sogno. La promozione in Serie D del Mestre ha liberato automaticamente un posto nel prossimo campionato di Eccellenza. Quel posto andrà ad occuparlo lo Spinea, prima squadra tra la aventi diritto al ripescaggio fino ad ora esclusa ma che adesso è promossa nella serie superiore. Grande soddisfazione in tutto il club gialloblu per il risultato raggiunto dopo un campionato sempre ai vertici in Promozione, proseguito fino alla finale dei playoff. 

Il presidente

“FC Spinea 1966 raggiunge un traguardo che questa Città aspettava oramai da troppi anni – spiega  Mario Scopece – debbo riconoscere che è stata la più bella stagione calcistica dopo 4 anni di presidenza. Un ringraziamento a tutti, staff, dirigenti, direttori sportivi, mister e tutti i nostri ragazzi. Un vero lavoro di Squadra che unisce oltre 400 persone in quel progetto di sport che si chiama FC Spinea 1966. Amo ripetere che ho l’abitudine di stare con i piedi per terra, passo dopo passo, una cosa alla volta ma fatta bene. I progetti si portano avanti uniti, solo così si raggiungono i traguardi prefissati. Concludo con messaggio per tutti i nostri giocatori e non: «Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto», con questo augurio Vi aspetto sempre più numerosi alla prossima stagione calcistica”. 

L’appello di Scopece

Alla luce delle ultime novità che stanno creando un terremoto nel girone di Eccellenza, il presidente dell’FcSpinea1966 Mario Scopece, neo promossa in Eccellenza, lancia un grido di allarme e, al tempo stesso, di collaborazione alle tante società in difficoltà. “Apprendo dai giornali che società storiche come l’Union Pro Mogliano, la Robeganese si trovano in difficoltà. Mogliano addirittura sembra non intenzionato a iscriversi per i costi esorbitanti per la categoria mentre la Robeganese, promossa come noi, lamenta assenza assoluta delle istituzioni e la mancanza di ultimazione dei lavori al campo fermi ormai da anni. Se l’Eccellenza è la categoria dalla quale nascono poi i talenti che andranno nelle serie superiori e dove, soprattutto, si allevano con coscienza e dedizione i vivai, queste storie non dovrebbero mai accadere. E’ per questo che da anni sono in prima linea nel proporre fusioni o accorpamenti con altre società per fare un calcio di vera “Eccellenza” anche a livello dilettantistico. Le società di oggi sono destinate a scomparire perché gli imprenditori non sono più disposti a buttare via denaro senza progetti seri. E per realizzarli serve trovare sinergie imprenditoriali e collaborazioni per la realizzazione di piani a lungo termine che aiutino realtà come la nostra e come quelle che ho citato come esempio a sopravvivere e crescere. Ma da anni il mio appello cade nel vuoto. Se non facciamo rete insieme rischiamo non solo di chiudere una società ma rischiamo il fallimento di un intero movimento sportivo. È ora di trovarsi a un tavolo e decidere con chi di dovere come risolvere un problema che va avanti da troppi anni.

Basket Mestre

Dopo un’annata dominata, fatta di 29 vittorie su 30 partite in regular season e di 4 vittorie su 5 partite nei primi due turni di Playoff contro Caorle ed Oderzo, il sogno Serie B del Basket Mestre si è bruscamente interrotto in finale. Con una condizione fisica in evidente calo di concentrazione, fondamentale in questo sport veneziano o meno, la squadra di coach Volpato si è dovuta inchinare al Falconstar Monfalcone, che si è imposto prima per 77-90 in trasferta in Gara-1, poi per 77-49 in casa nella decisiva Gara-2.

Il presidente Feliziani

 “Ad inizio stagione mi è stato chiesto chi sarebbero state le principali pretendenti al titolo per la promozione in B e io sicuramente avevo messo assieme a noi Monfalcone. La differenza in regular season tra noi e Monfalcone è principalmente dovuta agli scontri diretti. Semplicemente noi abbiamo sofferto un vistoso calo di rendimento nell’ultimo mese con prestazioni molto più opache dei mesi precedenti per poi cedere di schianto. La grande cavalcata in regular season con 29 vittorie su 30 incontri e la finale disputata ci pongono in posizione altissima, nettamente migliore della scorsa stagione, per una riammissione in B per ranking in caso di defezioni che di solito si verificano ogni anno. Noi vogliamo la B e quindi, pur avendo preferito conquistarla con una vittoria finale, faremo tutto il possibile per accedervi con il nostro ranking”

La Reyer

Qui il discorso si fa più difficile. La Reyer del coach De Raffaele si sta giocando lo scudetto con la Dinamo Sassari di Gianmarco Pozzecco. E la serie è al momento di 1 a 1. Gara 1 giocata punto a punto fino al 40’ e una gara 2 senza storie con la Dinamo che espugna un Taliercio sold out con un clamoroso 66 a 80 che rimette tutto in gioco. Solo che da venerdì le due partite di seguito si giocheranno al PalaSerradimigni.

De Raffaele

 “Credo che la differenza più importante questa sera sia stata l’energia che ha messo in campo Sassari. Hanno impattato bene tutti gli uno contro uno e nei rimbalzi offensivi andavano con grande energia. Hanno vinto con pieno merito. Noi abbiamo provato a ricucire nel terzo quarto tornando a – 7 cercando di mischiare le carte in difesa. Sassari è una grande squadra. E’ vero che la % da 3 è stata molto bassa ma anche a livello difensivo non abbiamo giocato bene: abbiamo concesso troppo dando molta fiducia a Sassari. L’uscita di Watt ci ha messo in difficoltà. Ora siamo 1-1 ma la serie è lunga. Ci spostiamo a Sassari con l’obiettivo di portarne a casa 1. Il fattore campo non è cosi fondamentale in questa serie secondo me. Le scarse percentuali da 3 derivano un po’ da una serata che possiamo considerare storta. E’ lo sport veneziano e non”.

Venezia FC la nota dolente

Sono serviti 22 pronunciamenti per decidere l’esito della Serie B. La stagione di sport veneziano l’hanno chiusa i playout, con la vittoria della Salernitana ai rigori sul Venezia: due squadre in vacanza dall’11 maggio e richiamate in campo al culmine di tre giudizi che hanno coinvolto almeno 4 squadre, dal Palermo al Foggia. Il risultato l’ha riassunto Serse Cosmi, tecnico dei lagunari: “Chi voleva vedere il sangue lo ha visto, io non sono amareggiato, ho il vomito. Voglio che qualcuno mi dica perché sono stati giocati questi playout”. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha evocato un ennesimo “pronunciamento del Tar”. E il presidente del club, Joe Tacopina, ha aggiunto: “Un mese fa abbiamo ricevuto la lettera di Balata che diceva che il Venezia era salvo. Sono dieci anni che vivo il calcio italiano, però è chiaro che per motivi come questo ci sono persone disgustate, anche i miei investitori”.

Il ricorso al TAR

 Il Venezia vuole attendere, racchiuso nella sua nicchia di Serie C. I membri della prima sezione Ter del Tar del Lazio, guidati da Germana Panzironi, hanno ascoltato i componenti del collegio difensivo del Venezia “trattenendo in decisione” il ricorso inoltrato sabato primo giugno dal club arancioneroverde, riservandosi di emettere la sentenza non oltre 30 giorni dalla discussione, quindi l’11 luglio. Ma il TAR del Lazio, Sezione Prima Ter, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Venezia per difetto di giurisdizione. I lagunari avevano chiesto la sospensione dei playout. Durante la giornata di martedì c’era stata l’udienza di merito ma non c’è stato niente da fare per il Venezia. Una sconfitta per lo sport veneziano visto l’illecito del Palermo. Ora resta solo la speranza del ripescaggio.

G.N.P.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Close
Back to top button
Close
Close