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Tokyo, è il giorno della cerimonia

Con un anno di ritardo, si aprono ufficialmente oggi le Olimpiadi di Tokyo, davanti all’imperatore Naruhito. La 32/ma edizione dei Giochi sarà senza pubblico e con distanziamento al villaggio degli atleti. Le competizioni si svolgeranno fino al 9 agosto ed in gara ci saranno 11mila atleti malgrado il virus, che continua a fare positivi. Via libera del Cio alla fascia arcobaleno, la Germania esulta: “L’amore vince sempre”.

Cade la prima testa

Tutto è pronto per la cerimonia inaugurale di Tokyo 2020, ma mentre si fanno le prove generali, cade un’altra testa, quella del direttore artistico della kermesse di oggi, Kentaro Kobayashi. Oltre 20 anni fa fece battute demenziali sull’Olocausto ed è solo l’ultima di una serie impressionante di gaffe che hanno falcidiato i vertici del comitato organizzatore in pochi mesi. Al centro della cerimonia – che nonostante i tagli alla partecipazione degli atleti e lo stadio senza pubblico durerà comunque 3 ore e mezza – ci sarà la pandemia e la vittoria dell’uomo, dello sportivo, sul Covid. Questo mentre aumenta a 87 il numero di casi positivi fra i partecipanti all’avventura olimpica, fra atleti, componenti delle delegazioni e addetti al villaggio olimpico. La Guinea ha deciso di non inviare la sua delegazione – composta da sole 5 persone – proprio per i timori suscitati dalla pandemia. Sotto gli occhi di 18 capi di stato, in uno Stadio Olimpico quasi deserto – soltanto un migliaio gli invitati – sfileranno le delegazioni dei 205 paesi, in formazione ridotta causa Covid.

Gli Azzurri

I 384 azzurri in gara non potranno essere tutti presenti a causa dei limiti imposti dalla pandemia. I presenti saranno guidati dai portabandiera Elia Viviani e Jessica Rossi, ma ruberanno l’attenzione anche perché per la prima volta non sfileranno in abito formale ma in una speciale tuta concepita da Giorgio Armani, una sorta di “connubio” fra i colori delle bandiere di Italia e Giappone. La sfilata sarà aperta come tradizione dalla Grecia, culla delle Olimpiadi, e chiusa dal Giappone. Le delegazioni dei vari paesi si succederanno in base all’ordine alfabetico giapponese, per il quale l’Italia si presenterà 18/a. Prima delle squadre nazionali, sfilerà la 205/a delegazione, quella dei rifugiati, mentre a chiudere – come sempre – sarà la nazionale del Giappone, in quanto paese ospitante.

Il veterano delle cerimonie

Pur se un veterano delle cerimonie inaugurali, il veneto Marco Balich, “mente” di tanti eventi olimpici, confessa di non sapere ancora bene cosa aspettarsi: “nella mie storia olimpica – dice – non ho vissuto mai cerimonie senza pubblico. Immaginare che l’Italia esce e non c’è il boato che la accompagna… Trovo però che sia stata la decisione più intelligente quella adottata dal Comitato olimpico di Tokyo quella di focalizzarsi sugli atleti, sul loro sacrificio e sul loro sforzo. Alla fine, tutto questo lo facciamo per loro. Lo spettacolo sarà all’insegna della sobrietà e dell’estetica giapponese, ci sarà un certo minimalismo, il profondo rispetto per lo sforzo degli atleti”. “Sarà diverso e unico. Alla fine ci sarà un grande effetto speciale ma il cuore dell’evento sarà questo senso di eroicità epica: gli atleti ci sono, nonostante tutto”. 

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