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Us Open: Berrettini eliminato da Djokovic ai quarti di finale

Matteo Berrettini sbatte ancora una volta contro il ‘muro di gomma’ chiamato Novak Djokovic: l’azzurro cede 5-7, 6-2, 6-2, 6-3 nei quarti degli US Open, ripetendo quanto già visto negli ultimi quattro mesi e due Slam a Parigi Wimbledon. Il romano lotta come un leone, strappa il primo parziale dopo un’ora e 17′ di tennis celestiale, ma poi deve soccombere all’extraterrestre di Belgrado, uomo in missione verso quel Grande Slam che lo piazzerebbe nell’olimpo dello sport. Nonostante i 17 ace, Berrettini finisce con un misero 60% di punti raccolti sulla prima, quasi il 20% in meno rispetto alla media del torneo, segno della grandezza del miglior ribattitore di sempre. Nole gioca secondo e terzo set da fenomeno, gasato anche dal tifo contro del pubblico, reso ancora più assordante dopo la chiusura del tetto dell’Arthur Ashe. Dopo quasi tre ore e mezza, Djokovic chiude e conquista la 26^ vittoria Slam consecutiva, che gli vale la 12^ semifinale a New York: sulla sua strada c’è ora Sascha Zverev, l’uomo che lo ha privato del tanto agognato titolo olimpico a Tokyo. 

Berrettini: “Prossimo step? Mantenere forza mentale per 5 set”

A fine match Berrettini ha analizzato la sconfitta contro Djokovic. “Ho provato a puntare sul servizio, ma ho trovato il più grande ribattitore della storia – le sue parole -. Il mio prossimo step è provare a mantenere la stessa forza mentale per quattro o cinque set. Djokovic? Siamo otto miliardi nel mondo, se nessuno lo batte ci sarà un motivo”.

Matteo nuovo best-ranking: da lunedì n° 7 del mondo

Bilancio comunque positivo per Berrettini che dopo due anni è tornato nei quarti agli Us Open. Un risultato che da lunedì prossimo gli varrà la scalata fino al n°7 della classifica ATP, firmando un nuovo best ranking e il 6° posto nella Race alle Finals di Torino. A New York il tennista allenato da coach Vincenzo Santopadre ha firmato la quarta presenza tra i migliori otto in uno Slam, la terza consecutiva in questa stagione, dopo Us Open 2019, Roland Garros e Wimbledon 2021. Quello di Matteo inoltre è stato solo il terzo quarto di finale raggiunto da un azzurro a New York dopo Barazzutti nel 1977  (si giocava a Forrest Hills e sulla terra verde) e Berrettini stesso nel 2019. Ora serve recuperare energie in vista dello sprint finale, che prevede un anomalo Indian Wells autunnale e il Masters di Bercy, ultimi due 1000 prima del grande appuntamento di Torino.

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