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Venezia espugna il Dall’Ara

Dopo l’esaltante vittoria in rimonta contro la Roma andata in scena allo Stadio Pier Luigi Penzo, il Venezia è sceso nuovamente in campo dopo la pausa nazionali contro un Bologna che arrivava alla Giornata 13 della stagione di Serie A 2021/22 da nono in classifica. Ma se il match con la Roma si è declinato in uno scontro a viso aperto che si è concluso con cinque reti, la gara di domenica pomeriggio dello Stadio Renato Dall’Ara è stata caratterizzata da un approccio completamente diverso, in cui il Venezia ha gestito la pressione dei padroni di casa adottando una tattica attendista, dando così vita ad un’impeccabile prestazione difensiva, questo prima di colpire gli avversari in contropiede nel secondo tempo, portando così a casa un’importantissima vittoria per 0-1. 

Era dall’aprile 1999 che il Venezia non inanellava una serie di due vittorie consecutive, per la precisione da quando un gol Álvaro Recoba permise di battere il Cagliari per 1-0, e, nella giornata successiva, lo stesso risultato, questa volta firmato Pippo Maniero, portò i tre punti contro il Piacenza.

La mentalità e la determinazione che gli arancioneroverdi hanno messo in campo sono state in grado di permettere alla squadra di Paolo Zanetti di tenere testa ad un avversario ostico e ottimamente schierato in campo, quale è stato il Bologna. L’attenzione di Caldara e Ceccaroni nella fase difensiva e la loro determinazione non hanno mai vacillato, sbarrando la strada in ogni occasione al centravanti bolognese, il nazionale austriaco Marko Arnautović. La migliore occasione del primo tempo per i padroni di casa arriva al 32′, quando Mattias Svanberg prova la conclusione da fuori area, con Sergio Romero che però si fa trovare pronto.

Per quel che concerne invece le dinamiche offensive, il Venezia ha cercato di colpire il Bologna sfruttando gli sprazzi di classe di Dennis Johnsen – tornato da un’assenza per infortunio di quattro partite per riconquistare il suo posto da titolare nel tridente offensivo – e David Okereke, il secondo cannoniere del Club quanto a numero di reti. Il tecnico del Venezia Paolo Zanetti ha optato per un 4-3-1-2, schierando Mattia Aramu come trequartista dietro agli attaccanti e un centrocampo calibrato in modo tale da avere al suo interno la giusta commistione fra energia, fisicità e capacità di controllo della palla, con Gianluca Busio, Ethan Ampadu e A.J. Vacca a formare la linea mediana. L’equilibrio della squadra così formatosi ha dunque permesso alla formazione lagunare di andare a riposo a reti inviolate.

All’inizio del secondo tempo, Paolo Zanetti ha operato tre sostituzioni che hanno contribuito a cambiare le dinamiche della gara. La ratio dei cambi del tecnico arancioneroverde è stata duplice: in primis ha voluto cercare di dare una scossa allo status quo del match, ed in secundis ha voluto gestire le forze dei suoi due titolari di ritorno dall’infortunio, sostituendo così Johnsen al 54′ e Vacca al 59′, rispettivamente per Henry e Tessmann, aggiungendo centimetri e fisicità funzionali alle dinamiche peculiari della gara in questione. In particolare, Henry, avendo qualità diverse rispetto a Johnsen, più avvezzo ai dribbling sulla fascia, ha offerto un nuovo punto di riferimento in attacco, da cui partire per costruire delle azioni in contropiede. Il tecnico ha poi sostituito anche Aramu, uscito al 59° minuto per Sofian Kiyine, così da dare nuova linfa ed energia sulla trequarti.

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