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Vittoria importante del Mestre contro un ostico Treviso

Il Mestre impiega più di un’ora e un quarto per trovare la via della porta e riuscire a battere un Treviso che fino a quel momento non sfigura. Sfiora il vantaggio con una azione di contropiede nel primo tempo e poi difende a denti stretti anche in nove giocatori nella propria metà campo.

Il Giudizio

Due reti al passivo appaiono troppe, ma il possesso palla e il dominio  in campo (17 corner a 4) dimostrano come la mancata vittoria sarebbe stata colpa solo degli arancioneri, apparsi meno brillanti di altre volte e con in panchina mister Galante per la squalifica di Zecchin.

La cronaca del primo tempo

Al via, la squadra di casa prova subito a concretizzare, con al 7′ un buon tiro da fuori di Corteggiano che arriva però troppo centrale tra le braccia di Lo Curcio, seguito all’11’ da una punizione di Marcolini a sua volta ben eseguita, ma centrale. Al 13′ si vede per la prima volta in avanti il Treviso, ma sull’uscita fuori dall’area di testa di Rosteghin, li pallonetto di Secco finisce tra le braccia del portiere. Al 15′ Corteggiano trova la porta ancora su punizione, ma è bravo Lo Curcio a deviare. Al 19′ i tifosi urlano al gol, ma la rete di Rivi è annullata per fallo. Treviso in contropiede spreca. Tre contro uno, Secco non tira ma serve Livotto che realizza in  fuorigioco.

La cronaca della ripresa

La ripresa parte ancora con il Mestre in avanti, ma con la sensazione che, pur con un possesso di palla continuo, non sia la giornata giusta per trovare la porta avversaria. Ci provano Bradaschia, Rivi, Severgnini e Tonolo. Quando sembra che la difesa ospite possa reggere fino alla fine, al 37′ il Mestre va in gol con un tiro dal limite di Marcolini imparabile. Il Treviso si disunisce, e al 40′ Cacurio controlla al vertice sinistro e raddoppia chiudendo i conti.

Il commento

Soddisfatto per la vittoria, Ivan Galante si sfoga. «Sono felice, ma solo a metà. Noi in campo abbiamo dato il nostro contributo, ma tutti dovrebbero farlo e sempre per il bene del Mestre. Sono francamente stanco dei giudizi e dei commenti negativi fatti dalle solite due o tre persone. Non sempre si può vincere, non sempre finisce dieci a zero, ma la squadra va amata e sostenuta anche quando si perde».

Gli Highlights

A cura di Bar Sport

Foto a cura di Marco De Toni

A.C.M.

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