Veneto

18 maggio. Pronti a riaprire tutto

Un disegno esplicito. «Il nostro sistema sanitario è in grado di affrontare tranquillamente l’apertura a 360° a partire dal 18 maggio. Ed è esattamente questa la proposta che il Veneto rivolge al Governo. A riguardo, finora, non abbiamo ricevuto alcuna risposta». Due requisiti di partenza. «È indispensabile la piena collaborazione dei cittadini. Mascherine, guanti e distanze di sicurezza, lo ripeterò fino allo sfinimento, salvano la vita. Ciò detto, chiediamo l’avallo preliminare del Comitato tecnico scientifico nazionale, competente a determinare la dimensione del rischio epidemiologico».

Decreti di Roma, ordinanze di Venezia

Luca Zaia apre così il briefing a Marghera e si sente la tensione del confronto con Francesco Boccia e Roberto Speranza, i ministri alle Autonomie e alla Salute. Una discussione intensa, a tratti accesa, con il governatore a difendere le sue ordinanze. «Abbiamo sempre rispettato i decreti nazionali. Applicando semmai norme più restrittive. Ogni allentamento concesso è coerente, vorrei discuterne in un tribunale per stabilire se abbiamo ragione o no». Facile allusione alla minaccia di impugnativa ventilata da Roma. Il nodo, irrisolto, investe tempi e modalità di una ripresa invocata, in toni incalzanti, da categorie economiche e società civile allo stremo.

18 maggio e lavoro

«Il lavoro è un diritto costituzionale». Afferma il governatore, esprimendo, nel messaggio del Primo Maggio, un tributo a «medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari, autisti, volontari del soccorso, forze dell’ordine, sacerdoti, colpiti dalla pandemia nell’atto più nobile. Quello di soccorrere e prestare aiuto ad altre persone». Una tragedia dalle conseguenze sociali devastanti. «La crisi, nella nostra regione, ha azzerato oltre 3600 imprese. Mandato in cassa integrazione più di 30 mila occupati, cancellando 50 mila posti di lavoro». Lunedì, una serie di aziende riaprirà i battenti. «Un milione e 200 mila veneti tornerà a lavorare. Mentre un milione e mezzo resterà ancora a casa. Penso ad artigiani, bar, ristoranti, centri sportivi, partite Iva, negozi, spettacoli… Le proteste annunciate? Sono legittime, dobbiamo offrire loro una prospettiva».

18 maggio e riaperture estive

Il “buco nero” del turismo in ginocchio, il trasporto locale che esige più corse ma rischia il collasso finanziario, la scuola chiusa . «Noi stiamo lavorando ad un grande network estivo di accoglienza ma il Governo deve assicurare un sostegno economico alle famiglie».

18 maggio. Riaperture e voto

Zaia chiede il voto regionale a luglio, Matteo Salvini preferisce ottobre. Fuoco amico? «Ma no, ci sentiamo di continuo, ha già chiarito la sua posizione». I deputati leghisti occupano l’aula di Montecitorio contestando il premier Conte? «Credo sia corretto manifestare nel luogo della democrazia per sollevare l’attenzione della politica sull’esigenza di evitare la deriva del Paese». Dal Viminale, il sottosegretario, Achille Variati – in precedenza critico nei confronti di Zaia – ora afferma che il “modello vincente del Veneto” ha le credenziali in regola per ripartire. «Si metta d’accordo con se stesso», la replica .

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