Veneto

84 sfide in Veneto e mezzo milione alle urne

Sono 122 i Comuni del Nordest chiamati al voto oggi e domani per eleggere il sindaco. Ottantaquattro sono in Veneto, 38 in Friuli Venezia Giulia. Ma solo 14, avendo più di 15mila abitanti, andranno teoricamente al ballottaggio: se al primo turno nessuno dei candidati supererà il 50% più uno dei consensi, si dovrà tornare alle urne tra due settimane.

I numeri

A differenza del Friuli dove questa tornata elettorale coinvolge due capoluoghi – Trieste e Pordenone – in Veneto non ci sono capoluoghi di provincia. I centri più rilevanti sono Chioggia nel veneziano, Albignasego, Cittadella ed Este in provincia di Padova, Conegliano, Montebelluna, Oderzo e Villorba nella Marca trevigiana, Bovolone e San Giovanni Lupatoto nel veronese. Complessivamente in Veneto sono chiamati alle urne 561mila elettori, un test poco significativo non solo a fronte di un popolazione che sfiora i 5 milioni di abitanti, ma soprattutto perché le elezioni comunali rispondono a logiche diverse dalle elezioni politiche e anche dalle regionali. Il fatto, poi, che non ci siano capoluoghi in ballo e che in tre province su sette (Belluno, Rovigo, Vicenza) non ci sia neanche un Comune con più di 15mila abitanti rende difficile attendere i risultati di oggi e domani per fare confronti con le tornate precedenti.

Partiti

Gli elementi caratterizzanti di queste Amministrative sono sostanzialmente tre. Il primo riguarda il centrodestra e la Lega che mai come stavolta si sono spaccati, anche al proprio interno, tanto che sarà difficile fare un raffronto con il successo personale di Luca Zaia di un anno fa. Il caso più eclatante a Conegliano dove il sindaco uscente di Forza Italia Fabio Chies ci riprova, ma lo schieramento si è diviso. Lega e Fratelli d’Italia sostengono l’imprenditore e patròn dell’Imoco Volley Piero Garbellotto, ma Chies può contare sull’appoggio di Coraggio Italia, la nuova formazione politica del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. A proposito di Brugnaro – e questo è il secondo elemento – a pochi mesi dal debutto del nuovo partito, in questa tornata elettorale non si è vista una sola lista targata CI. Ma lo stesso discorso vale anche per altri partiti nazionali, da Azione a Italia Viva. Restando a Conegliano, patria di Zaia, i riflettori si accenderanno soprattutto tra due settimane perché se né Chies né Garbelotto ce la faranno al primo turno e invece si sfideranno al ballottaggio, sarà interessante capire come si comporteranno gli altri candidati. Lo stesso vale per uno dei perdenti del centrodestra se al ballottaggio finisse Francesca Di Gasparo che ha messo assieme il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle.

I Cinque stelle

Il terzo elemento riguarda il Movimento 5 Stelle. È vero che in Veneto arranca da sempre (un anno fa, alle regionali i grillini sono riusciti a eleggere un solo consigliere, peraltro ricorrendo alle carte bollate, rispetto ai cinque uscenti), ma è altrettanto vero che in alcuni Comuni il M5s si era ben radicato. È il caso di Chioggia, il Comune più popoloso di questa tornata elettorale, dove cinque anni fa hanno vinto i pentastellati. Il sindaco uscente Alessandro Ferro non ha voluto però ricandidarsi e a tentare il bis è l’assessore Daniele Stecco. Qui nessuna alleanza con il centrosinistra che corre con l’ex consigliere regionale del Pd e già sindaco dal 1988 al 1991 Lucio Tiozzo. Il candidato del centrodestra, qui unito, anche se i meloniani si sono aggregati per ultimi e le tensioni non sono mancate, è il segretario del sindacato regionale Fsp della Polizia di Stato, Mauro Armelao, indicato dalla Lega.

Montebelluna e Cittadella

Le eccezioni di questa tornata elettorale caratterizzata dalle divisioni sono Montebelluna e Cittadella. Nella Marca trevigiana, oltre a Conegliano, il centrodestra si è diviso a Villorba (il candidato ufficiale è Francesco Soligo, poi ci sono Emanuela Parchi che si è portata dietro un pezzo della sezione della Lega e Silvia Barbisan, sorella dell’ex consigliere regionale della Lega Riccardo Barbisan, mentre il centrosinistra corre con Alessandra Callegari) e a Oderzo (qui si è ricandidato il sindaco uscente Maria Scardellato che avrebbe avuto contro l’ex vicesindaco Michele Sarri se la lista non fosse stata esclusa, mentre per il centrosinistra corre il pentastellato Marco De Blasis). A Musile di Piave, nel Veneziano, la Lega con FI e FdI sostiene l’uscente Silvia Susanna, ma due ex assessore ed ex leghiste – Francesca Simiele, compagna dell’ex vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin, ed Elisa Pierobon – sono in lista con Ildebrando Lava. In controtendenza Albignasego dove per la prima volta il centrodestra si presenta unito. Ma l’eccezione è Montebelluna dove gli schieramenti sono compatti e, soprattutto, sono solo due (anche a Oderzo, ma per esclusione di liste): il che significa che basterà appena un voto per decretare chi tra Adalberto Bordin (centrodestra) e Loreno Miotto (centrosinistra) sarà sindaco. Idem a Cittadella tra Luca Pierobon (centrodestra) e la dem Paola Lolato.

Curiosità

Noventa Padovana è un Comune piccolo ma qui, a indossare la fascia tricolore per due mandati, è stato l’attuale segretario regionale Alessandro Bisato. Il deputato Davide Bendinelli, ex Forza Italia, ora renziano di Italia Viva, si è ricandidato invece sindaco della sua Garda.

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