Veneto

A caccia dei vaccini

Il 4 febbraio il Veneto ha chiesto all’Agenzia italiana del farmaco l’autorizzazione a negoziare con fornitori esteri l’acquisto e l’importazione di 4 milioni di dosi vaccinali validate in ambito europeo (Pfizer, Moderna, AstraZeneca) riservandosi di fornire «tempestivamente» ogni informazione circa l’identità degli interlocutori e la tipologia dei prodotti. L’ha fatto attraverso una lettera di Patrizia Simionato, la manager a capo di Azienda Zero, la governance deputata agli acquisti in ambito sanitario. Ad oggi non c’è stato alcun riscontro da parte di Aifa, che tuttavia esaminerà la questione la prossima settimana, nel corso del consiglio d’amministrazione convocato dal suo presidente, il virologo emerito dell’ateneo patavino Giorgio Palù.

Flor

A delineare i contorni della vicenda, esibendo il documento citato, è Luciano Flor, il direttore della sanità regionale che Luca Zaia ha delegato a condurre le trattative. «Stiamo esplorando questa possibilità perché i vaccini disponibili non bastano, procediamo al ritmo di 5-6 mila somministrazione quotidiane a fronte di una capacità dieci volte superiore. Non è ancora conclusa la Fase 1, quella riservata ai soggetti più esposti e a rischio, e c’è l’esigenza di mettere in sicurezza gli over 80 in tempi rapidi: si tratta di 360 mila persone, con queste disponibilità dovrebbero attendere la fine di aprile ma di Covid ci si ammala e si muore tutti i giorni». «Non abbiamo inseguito i faccendieri, alla Regione sono pervenute numerose offerte, in gran parte accantonate perché non consone, e il confronto si è ristretto a un gruppetto di intermediari credibili che include professionisti italiani. È stata chiesta loro una proposta contrattuale scritta». Scartati gli antidoti russo e cinese, e così le proposte a lungo termine o accompagnate da prezzi esorbitanti, i canali utili si sono drasticamente ristretti, culminando nelle bozze di contratto («Saranno più di due») in dirittura d’arrivo. Con approvvigionamenti diretti dagli stabilimenti farmaceutici.

Attacco a Crisanti

Una trattativa parallela al versante Ue, che il microbiologo Andrea Crisanti definisce tour court «immorale»… «Evidentemente non sa di cosa sta parlando», ribatte Flor «che c’è di immorale nella volontà di proteggere dalla malattia la popolazione anziana in pericolo? Se non facciamo nulla, come suggerisce qualcuno, ci vorranno cinque mesi per vaccinare il primo dei quattro milioni di veneti inclusi nel piano». I costi? C’è chi ventila prezzi al rialzo e ipotizza un esborso vicino alla quarantina di milioni… «Mi riservo i dettagli, ricordo però che la spesa farmaceutica del Veneto è prossima al miliardo. Se l’operazione andrà in porto, i fondi non mancheranno».

I soldi

Nel frattempo, Cgil e +Europa rincarano le critiche… «Insinuazioni vergognose», chiosa Zaia «in questo Paese, se cerchi di risolvere un problema chi non fa nulla ti salta addosso. Il governo che non si esprime, l’Europa secreta i contratti, le multinazionali tacciono, sembra quasi sia un’attività losca occuparsi della salute dei cittadini. I veneti sappiano che se non riusciremo a procurare i vaccini necessari vorrà dire che l’offerta è venuta meno o che qualcuno ci ha impedito di coglierla. Veneto isolato? Potrei fare la lista dei colleghi governatori che mi chiamano tutti i giorni per sapere se ci sono novità. Noi tireremo dritti».

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