Veneto

A Jesolo, Bibione e Caorle i tre centri per la profilassi dei lavoratori turistici

Tre centri vaccinali individuati in altrettante località del litorale, per mettere in sicurezza il mondo del turismo, prima dell’inizio dell’estate. In attesa del via libera alle vaccinazioni aziendali, il Veneto orientale gioca d’anticipo, programmando quella che dovrebbe essere la “fase due” della campagna: la profilassi aperta ai lavoratori. Ai lavoratori del turismo, in questo caso, ai quali Zaia ha promesso importanti novità già in settimana. Facile, dunque, che entro domenica arrivi il via libera alla profilassi nelle aziende, indipendentemente dall’età dei lavoratori. Intanto sono tre i centri vaccinali individuati sul territorio: le terme di Bibione, l’ex bocciodromo di Jesolo e il Palaexpomar di Caorle.

Il traguardo

Obiettivo: mettere in sicurezza al più presto gli operatori del turismo che lavorano sul litorale: sarebbero 60 mila, secondo un censimento operato dall’Usl 4. Ma l’area occidentale della provincia non resta alla finestra. Anche qui, del resto, i numeri sono imponenti: 50 mila i lavoratori potenzialmente interessati, stando a una prima stima dell’azienda Serenissima. Numeri che chiaramente andranno “ripuliti”, data la sicura presenza di persone che, per età o altre ragioni, hanno già iniziato la profilassi. A Venezia sarebbero già stati individuati tre spazi per le vaccinazioni degli operatori del turismo. Facile che la prima scelta ricadrà ancora sul PalaExpo di Marghera, hub di riferimento per il territorio, con una capacità di oltre tremila iniezioni al giorno.

Il caso Bibione

Ma è possibile che anche le categorie possano farsi avanti, mettendo a disposizione i loro spazi. Tutte ipotesi che saranno vagliate nei prossimi giorni, nel corso di una serie di riunioni in programma in settimana. Ma torniamo sul litorale, dove il percorso sembra essere già instradato.
«Noi siamo pronti. Ci mancano soltanto il via libera e i vaccini. Ottenuti questi, ci basteranno ventiquattr’ore, perché è tutto pronto» spiega Pasqualino Codognotto, primo cittadino di San Michele al Tagliamento e voce anche degli altri sindaci della costa veneta, che rappresenta. «Abbiamo individuato da tempo le terme come luogo ideale dove fare le vaccinazioni. Dobbiamo solo accordarci con l’Usl 4 per i dettagli. Il pagamento del personale sanitario dovrebbe essere a carico dell’azienda sanitaria, c’è da capire se servirà del personale aggiuntivo e, eventualmente, chi se ne occuperà economicamente. In ogni caso, non ci tiriamo indietro. La messa in sicurezza del comparto turistico per noi è una priorità da risolvere prima dell’estate». Se alle terme venissero vaccinati i soli operatori che lavorano lungo il litorale di Bibione, la profilassi interesserebbe circa 4.500 persone sulle 7-8 mila normalmente impegnate.

Anche Zoggia sulla stessa linea

Come il collega Codognotto, non si tira indietro nemmeno Valerio Zoggia, primo cittadino di Jesolo: «Il dialogo ormai è solido con le associazioni di categoria. Se arriveranno i vaccini, avremo già pronta l’area dell’ex bocciodromo, da destinare alla profilassi dei lavoratori del turismo. Ci mancano solo le dosi, il resto c’è» spiega il sindaco, quantificando lo sforzo: «Considerando la media con cui lavora il Veneto orientale, stimiamo di essere in grado di fare un migliaio di iniezioni al giorno, per coprire qualche decina di migliaia di operatori». Infine, il terzo hub è stato individuato al Palaexpomar di Caorle. Nell’attesa dell’avvio della profilassi per i lavoratori, è possibile che questi hub vengano intanto utilizzati per la vaccinazione degli ultracinquantenni, come ipotizzato la settimana scorsa dal governatore Zaia.

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