Veneto

A rischio non solo Jesolo

La curva dei contagi non si abbassa ancora ed è allarme per le festività natalizie. L’ospedale di Jesolo è già interamente ritornato Covid Hospital mentre, se l’emergenza dovesse continuare, saranno realizzati reparti specializzati anche a San Donà e Portogruaro. Oggi sono 266 i ricoveri “ordinari” confermati, ma la paura del direttore generale Carlo Bramezza è che se non ci sarà un drastico abbassamento dei contagi da qui a Natale dovranno essere sottratti posti letto anche ad altri reparti. «Il numero dei contagi resta elevato», dice Bramezza, «allo stato attuale ci preoccupa il numero dei ricoveri che sta aumentando senza segni di flessione. Con questo trend, se la popolazione non presterà maggiore attenzione alle misure anticovid, l’ospedale di Jesolo arriverà alla saturazione e dovremo iniziare a ricoverare pazienti anche negli ospedali di San Donà e Portogruaro con la conseguenza che dovremo chiudere dei reparti per dedicarli alle malattie infettive ed interrompere le attività collegate».

La situazione nel Veneto Orientale

Nel mese di novembre il numero complessivo dei ricoveri tra Covid-hospital, Casa di Cura Rizzola e Casa di Riposo Stella Marina, è passato dai 25 ricoveri del 1 novembre, ai 45 del 15 novembre, ai 124 di ieri, con un aumento costante. Dei 124 ricoveri odierni nel Veneto orientale, 15 sono in terapia intensiva, 2 in semi-intensiva e 62 nel reparto malattie infettive al Covid-hospital di Jesolo. Altri 30 pazienti sono ricoverati nella Casa di Cura Rizzola e 15 al centro servizi residenziali Stella Marina. Il responsabile del servizio Igiene e Sanità Pubblica, dottor Lorenzo Bulegato, ha dunque esaminato l’andamento dei positivi al virus nelle ultime tre settimane, passati da 889 dal 9 al 15 novembre, a 791 dal 16 al 22 novembre e 729 dal 23 al 29 novembre. Negli ultimi tre giorni il numero è altalenante, con 126 nuovi positivi registrati domenica, 70 lunedì e 134 ieri.

Rischio contagi sul litorale

«Siamo preoccupati per il periodo natalizio», spiega Bulegato, «perché le persone girano e poi si chiudono in casa festeggiando con i familiari, se qualcuno è positivo contagia l’intera famiglia». Il direttore sanitario, Maria Grazia Carraro, ha confrontato la tendenza dei contagi tra la prima fase della pandemia e quella attuale. A inizio anno una crescita rapida dei positivi e la diminuzione altrettanto repentina. Ora, in due mesi, una modesta crescita dei contagi, ma anche l’assenza di una decrescita. Ciò significa una presenza di moltissime persone asintomatiche che contribuiscono a far circolare il virus. La percentuale dei tamponi positivi sul totale è attualmente circa il 9%. I casi positivi sono complessivamente 1276. Annone Veneto 31; Caorle 76; Cavallino Treporti 63; Ceggia 53; Cinto Caomaggiore 11; Concordia Sagittaria 46; Eraclea 97; Fossalta di Piave 31; Fossalta di Portogruaro 30; Gruaro 20; Jesolo 120; Meolo 29; Musile di Piave 40; Noventa di Piave 60; Portogruaro 135; Pramaggiore 19; San Donà di Piave 227; San Michele al Tagliamento 75; San Stino di Livenza 73; Teglio Veneto 13; Torre di Mosto 27. Nelle case di riposo sono iniziati i contagi. A portare il virus, gli operatori, molti dei quali positivi. Oltre al focolaio nella casa di riposo di Caorle, 37, ieri altri 25 alla Monumento ai Caduti di San Donà. Il direttore dei servizi socio sanitari, Mauro Filippi, ha rilevato che sono 8 gli operatori risultati positivi al tampone nella casa di riposo di San Donà e 9 nella casa di riposo Don Moschetta a Caorle.

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