Veneto

ACTV contro sindacati

MESTRE – «Se uno chiede di lavorare in Actv sa che dovrà fare i turni, il trasporto pubblico deve essere garantito 365 giorni l’anno. Se non gli sta bene che cambi lavoro». Tanto per mettere in chiaro la posizione dell’Azienda, il direttore generale di Avm Giovanni Seno ha accettato di parlare senza filtri diplomatici.
In queste settimane i Sindacati raccolgono nuove iscrizioni e preparano le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze aziendali. E il fiorire di comunicati ne è una dimostrazione.

«Guarda caso difendono a spada tratta quei reparti dove hanno i loro iscritti, e invece attaccano a prescindere quei settori dove non hanno tesserati».

 

Richieste assurde
«è questione di buon senso: sulle manutenzioni dei mezzi abbiamo promosso gruppi di lavoro fatti dai lavoratori proprio per raccogliere i loro suggerimenti, anche perché i Sindacati non sono unitari come dimostrano l’ultima lettera di Cgil, Faisa-Cisal e Ugl, e il contro comunicato di Cisl e Uil. E così alla fine il verbale dell’ultimo incontro in Prefettura riporta che i rappresentanti dei lavoratori ritengono fondamentale l’aumento del numero di capi squadra operai (ogni due e non ogni 5), la creazione di nuove officine con nuovi capi, il passaggio automatico di categoria dopo 6 anni per gli operai. Ma è con promozioni e aumenti di stipendio che si pensa di risolvere eventuali ed ipotetici problemi gestionali?»

Problemi reali
Al di là della parte economica, pongono problemi pratici: sicurezza sul lavoro, internalizzazione delle lavorazioni, incapacità di chi fa le manutenzioni, inefficienza dei cantieri.  «Io piuttosto sono particolarmente grato ai lavoratori dei nostri cantieri, qualcuno l’ho anche premiato a fine anno: lavorano con grande impegno e professionalità, e ci consentono un utilizzo, in linea, di un numero di barche superiore a quello che dovremmo utilizzare, compiendo miracoli autentici per garantire alla città i servizi di trasporto pubblico necessari».

A.C.M.

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