Veneto

Actv con Brugnaro. Si torna al tavolo e la disputa rientra

Prima niente blocco e sfida al sindaco. Nonostante la notizia fosse rimbalzata su tutti i media per l’invito agli autisti a non aprire le pedane manuali, lasciando così a terra i disabili in carrozzina, ciò sembrava non aver fatto indietreggiare la Rsu,  il sindacato interno dei lavoratori Actv che, anzi, era tornata nuovamente alla carica ribadendo le proprie posizioni e sfidando l’azienda assieme al sindaco Luigi Brugnaro (che aveva annunciato di voler denunciare e licenziare gli autisti che non aprono le pedane installate sui nuovi autobus) ad un incontro pubblico.

«I temi e le rivendicazioni poste nei confronti dell’azienda sono rivolti esclusivamente all’argomento sicurezza dell’utenza ed in particolare delle persone diversamente abili, dei normodotati e del personale di guida, nonché alla regolarità del servizio» scrive la Rsu in una nota ribadendo la volontà di non seguire le disposizioni di Actv sull’apertura delle pedane manuali.

E, riferendosi alla presa di distanza di oltre 120 conducenti di autobus che hanno invece sottoscritto un documento per confermare la loro volontà di continuare ad aiutare i disabili continua l’attacco: «In questo contesto si è toccato il punto più basso nelle relazioni industriali. Abbiamo veramente toccato il fondo se l’azienda arriva ad impiegare alcuni zelanti funzionari del settore automobilistico che si prestano con la loro iniziativa a dividere i lavoratori allo scopo di indebolire la Rsu in un contesto, tra l’altro, in odore di selezione per responsabile di terminal».

Ed ecco il colpo di scena «Invitiamo il signor sindaco, invece di prendere per oro colato la versione dell’azienda sull’argomento pedane, ad ascoltare anche i rappresentanti dei lavoratori. Sfidiamo noi il primo cittadino e l’azienda ad organizzare un incontro pubblico con le associazioni dei disabili, l’azienda, la proprietà e la Rsu per trovare una soluzione alla questione. Non si risolve il problema della sicurezza e del trasporto degli utenti diversamente abili né con atti unilaterali, né con minacce».

Va ricordato che la Rsu aveva indicato una soluzione per il problema delle pedane manuali, e cioè quei tre giorni di ferie in più per tutti gli autisti che sono stati ovviamente bocciati dalla direzione di Actv. Intanto, sull’argomento, Marco Caberlotto del Pd sottolinea che «pur senza voler entrare nel merito del confronto tra azienda e sindacati, vi sono tematiche su cui ci si augurerebbe che prevalesse, prima ancora degli interessi di ciascuno, il buonsenso: la tutela del diritto delle persone disabili a utilizzare il trasporto pubblico rappresenta una priorità imprescindibile». E Monica Di Lella, capogruppo di Forza Italia nella Municipalità di Mestre commenta: «Le pedane manuali sono già utilizzate in altre città. Mi compiaccio con gli autisti che si sono dissociati dalla Rsu».

Saranno state le parole del sindaco o di Caberlotto, fatto sta che lo scontro tra Rsu e Actv rientra nei ranghi, civili, del dialogo con la visita del sindaco al deposito di via Martiri della Libertà, proprio per vedere le pedane “della discordia” e parlare con tecnici e autisti dell’azienda di trasporto. Un incontro anticipato, se vogliamo.

«Abbiamo chiuso una spiacevole vicenda che molto ha fatto discutere nei giorni scorsi. Pragmatismo e buon senso hanno prevalso», fa sapere il direttore generale del gruppo Avm, Giovanni Seno. Dopo un incontro chiarificatore in azienda e sindacati hanno diffuso una nota congiunta: annunciano che è stata «accantonata la controversia sulle differenze tra pedane manuali ed elettriche» e spiegano che si è deciso il via libera al coinvolgimento della rappresentanza dei lavoratori e del sindacato nel progetto di rivisitazione del piano delle “fermate bus facili”, si legge, «per beneficiare anche del loro contributo in termini di esperienza sul campo».

Dalla Rsu, ci viene ribadito che l’accordo è stato trovato «senza nulla in cambio». Così, dicono gli autisti «si mette fine alle speculazioni su questa vicenda su cui molti hanno calcato la mano senza saperne nulla». «E non abbiamo mai lasciato a terra nessun cittadino disabile», spiega un autista della Rsu.

 

Valter Novembrini (Cgil Trasporti) ribadisce: «Non si era chiesto nulla di quanto si è parlato, niente soldi in più o ferie, e l’accordo odierno non comporta alcun beneficio. Ma l’obiettivo è raggiunto: si voleva discutere di sicurezza del servizio e del miglioramento del servizio all’utenza disabile».

 

Seno, dal canto suo, forte del sostegno del primo cittadino, spiega: «Nell’ambito della tematica del diritto alla mobilità delle persone con disabilità motorie resta, a livello paese, molto lavoro da fare; a Venezia e terraferma sono certo che, se sapremo lavorare in squadra – Amministrazione, Associazioni, Sindacati, Gruppo AVM e tutti i suoi lavoratori – , otterremo in futuro importanti risultati in merito». Il progetto, spiegano da Avm, è già sul tavolo di lavoro e potrebbe concretizzarsi entro fine anno con cantieri dal 2019: ovvero realizzare, dove possibile, il rialzo dei marciapiedi delle fermate portandoli a livello di salita in bus, come oggi accade con le fermate del tram, dotando le fermata anche di pedane che abbattano le barriere architettoniche.

A.V.

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