Veneto

Allarme delle farmacie venete: «Ecco come fanno i no vax ad avere il Green pass senza vaccino»

Positivi al coronavirus, effettuano un nuovo tampone in farmacia con la tessera sanitaria dell’amico No vax. Lo scopo? Farlo figurare come positivo e quindi, dopo qualche giorno, garantirgli il diritto al Green pass da “guarigione”, senza mai aver contratto il virus. Una truffa in piena regola segnalata da un gruppo di farmacie, una delle quali con sede nella Castellana, l’ennesimo tentativo di aggirare le regole da parte della galassia No vax, dopo la compravendita di falsi certificati sui gruppi Telegram, gli incontri con positivi con la speranza di trasmettersi il virus (noncuranti delle conseguenze potenzialmente letali di un gesto del genere), l’utilizzo di pass di altre persone. Stavolta il tentativo di truffa è stato scoperto e subito segnalato agli operatori della farmacia, con la richiesta di chiedere sempre a chi fa il tampone il documento d’identità, assieme alla tessera sanitaria.

La vicenda

«Il responsabile della farmacia per cui lavoro, e nella quale effettuo i tamponi, ha contattato me e gli altri colleghi per chiederci di controllare sempre i documenti d’identità di chi si presenta con la tessera sanitaria» racconta un infermiere coinvolto nella vicenda, «dopo che alcuni cittadini positivi si sono presentati con la tessera sanitaria di altre persone, al fine di garantire loro il Green pass da guarigione».«Dopo questa operazione, infatti, gli amici risultano formalmente positivi e poi possono andare di persona a sottoporsi a tampone, che risulterà negativo. Immaginatevi come possiamo sentirci noi operatori, dopo quasi due anni di sacrifici: è una presa in giro nei nostri confronti e nei confronti di tutta la popolazione».

La posizione delle farmacie

Il caso è stato segnalato anche a Farmacieunite, lasciando di sasso il presidente Franco Gariboldi Muschietti: «Abbiamo avuto notizia di questo caso, un episodio del genere si era verificato anche nel Veneziano. C’è sempre qualcuno che vuole fare il furbo, e chi rilascia certificati di questo tipo corre grossi rischi, perché sarebbe un falso in atto pubblico. La certificazione del tampone viene sempre segnalata all’ente pubblico, se è un falso si va sul penale. Abbiamo ribadito a tutti gli associati che è indispensabile chiedere a tutti il documento d’identità oltre alla tessera sanitaria».

Il problema dei controlli

In questo periodo i controlli possono essere più complicati visto l’altissimo numero di tamponi somministrati ogni giorno: «Nella gestione “normale” i positivi erano pochi, diciamo fino a prima di Natale. In questi giorni invece troviamo anche un 10-20 per cento di positivi, c’è una forte diffusione del contagio. Chi è positivo deve tornare a casa e viene segnalato immediatamente a Ulss e Regione, si deve mettere in quarantena e rivolgere al medico di base».

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