Veneto

All’attacco dello spritz hours

Piazze gremite, bar e ristoranti presi d’assalto, mascherine e distanziamenti in soffitta. Il week nelle città ha regalato istantanee inconciliabili con l’esigenza di prevenire il riaccendersi dei focolai già, dolorosamente, sperimentati sul territorio veneto. Lo stesso andamento epidemiologico, ad una settimana dal ritorno in fascia gialla, dà cenni di rallentamento nel calo, pur perdurante, di infezione e ricoveri. Ce n’è abbastanza per indurre Luca Zaia a rialzare i toni: «C’è chi coltiva l’illusione che il Covid sia scomparso, invece l’Alto Adige è in lockdown, l’Umbria reintroduce le zone rosse e mezza Europa sta affrontando una curva in risalita. Oggi, probabilmente, il Veneto è la regione più sicura ma non lo resterà a lungo in presenza di comportamenti irresponsabili che, oltre ai danni diretti, minano la salute altrui esponendo al rischio di collasso il sistema ospedaliero».

I sindaci chiedono a Zaia

In mattinata svariati sindaci di capoluogo, incluso il trevigiano Mario Conte che presiede l’Anci, hanno espresso forte preoccupazione al governatore, auspicando un provvedimento regionale che scongiuri il liberi tutti. «Detto che gli amministratori locali stanno valutando misure mirate al rispettivo contesto urbano, noi lavoriamo a un’ordinanza che non introdurrà ulteriori restrizioni ma, più semplicemente, indicherà regole minime di condotta in locali pubblici e luoghi di socialità». Arriverà in settimana e, se i particolari restano riservati, la ratio è evidente: «Facoltà e divieti sono sanciti dal grado giallo di rischio moderato stabilito della comunità scientifica, non dipendono dall’estro arbitrario dei singoli. Escludo nuovi divieti, le attività economiche in ginocchio non li reggerebbero. Si interverrà magari su orari e spazi… ».

Problema scuola

scuola gambarare

Decriptata, l’allusione corre al probabile ripristino dell’obbligo di consumare bevande e cibi al tavolo a partire dalle 11 nonché alla proibizione di sorseggiare una bibita o sgranocchiare uno snack all’esterno del plateatico del locale. Tipologia tipica da scongiurare? L’affollamento del popolo degli spritz che dal bancone si irradia a strade e piazza limitrofe. Altra sorvegliata speciale, dopo la riapertura delle superiori del primo febbraio, è la scuola: «Il dipartimento prevenzione sta monitorando gli istituti secondo il piano messo a punto dalla direttrice Francesca Russo, purtroppo, alla luce dell’esperienza, ci attendiamo una crescita dei contagi. Non è colpa dei ragazzi: capita che siano veicoli involontari, perlopiù asintomatici, del virus e che li trasmettano alle famiglie». È tutto? Quasi. In conclusione del briefing di Marghera, Zaia si toglie il fatidico sassolino: «Dove sono i sapientoni da divano che speculavano sulle disgrazie? Ora che la situazione si è rasserenata tutti muti come pesci. Consiglio loro di dormire preoccupati, insinuando che la Regione aveva taroccato i numeri delle terapie intensive non hanno offeso me ma il personale che lavora giorno e notte nella nostra sanità. Dovranno risponderne».

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