Veneto

Astrazeneca, è caos seconde dosi: tempi ridotti non per tutte le Usl

C’è chi allunga. E chi taglia. Così i tempi del richiamo per il vaccino Astrazeneca (oggi Vaxzevria) è stato ridotto dall’Usl 2 di Treviso a otto settimane mentre Vicenza lo ha limitato a dieci e non più alle 12 come da protocollo. Padova resta in linea con l’indicazione del Ministero della Salute che, nella circolare del 9 febbraio 2021, scrive: «L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), rilevando che i dati disponibili indicano che già dopo 4 settimane dopo la prima dose si raggiunge un livello di protezione efficace che si mantiene fino alla 12ª settimana e che, quanto all’effetto della seconda dose, questo appare più consistente quanto più ci si avvicina alla 12ª settimana, raccomanda che la seconda dose dovrebbe essere somministrata idealmente nel corso della 12° settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque a una distanza di almeno 10 settimane (63 giorni) dalla prima dose».

Come mai questo cambio di rotta? 

Tra venerdì e sabato scorso sono arrivati una valanga di sms dall’Usl 2 trevigiana ai cittadini che avevano fatto la prima dose Astrazeneca a marzo. E che attendevano il richiamo per il mese di giugno. Molti si sono prenotati e hanno fatto la seconda dose nell’ottava settimana. E altri, disorientati, hanno tempestato di telefonate il call center dell’Usl. «Non sappiamo rispondere» la replica degli operatori. L’Usl 2 di Treviso si giustifica: «Il richiamo era di 12 settimane perché non c’erano tanti vaccini. Ora, con una buona disponibilità di vaccini e stante anche la richiesta fatta dal provveditore agli Studi di potere avere il personale coperto in occasione della conclusione dell’anno scolastico, è stato deciso di ridurre il richiamo a otto settimane. L’indicazione è dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco».

A Vicenza

L’Usl di Vicenza si mette in linea, pur portando l’intervallo a dieci settimane. L’ente berico ha anticipato i richiami di oltre due settimane partendo da sabato scorso, anziché dal 24. Il motivo ufficiale? Evitare il ritorno nei box vaccinali per la seconda dose in un periodo che coincide con gli esami di fine anno scolastico e con le ferie: destinatari del richiamo anticipato 13 mila fra insegnanti e personale non docente, e 2 mila rappresentanti delle forze dell’ordine. In realtà secondo indiscrezioni, anticipando i richiami Astrazeneca, verranno consumate le scorte del vaccino anglo-svedese che gli over 60 in gran parte rifiutano. E solo così gli enti sanitari potranno ottenere nuove provviste vaccinali di altre case farmaceutiche (in particolare il più richiesto Pfizer).

Padova

L’Usl 6 Euganea di Padova resta ferma nel rispettare le indicazioni ministeriali. È pur vero che tre settimane fa Ema (Agenzia Europea del farmaco) ha scritto che «la seconda dose del vaccino Astrazeneca dovrà essere somministrata tra le 4 e le 12 settimane dopo aver somministrato la prima». Tuttavia, spiega la dottoressa Gottardello, direttore dell’Ufficio igiene e sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione: «In occasione della prima dose Astrazeneca l’Usl Euganea ha già dato gli appuntamenti per il richiamo come da protocollo a partire dalla 12ª settimana. Così indica la circolare ministeriale di febbraio quando ha autorizzato il vaccino. E questo perché con la seconda dose nella 12ª settimana (tra i 74 i gli 84 giorni dalla prima) l’effetto appare più consistente. Noi rispettiamo la circolare ministeriale e come Usl venete eravamo tutti d’accordo su questa linea».

Attenzione al non rinnovo

Problema: se la Ue non rinnoverà il contratto con Astrazeneca, saranno disponibili le dosi per i richiami da fare da giugno in poi? «Sinceramente è una domanda che mi sono posta» osserva la direttrice Gottardello, «ma la programmazione delle forniture a due, tre mesi non è compito nostro ma del Ministero».

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