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AstraZeneca, Oxford sospende test sui bambini. Ema decide oggi, possibili limiti di utilizzo

Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca è nuovamente sotto la lente dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) che, entro domani o giovedì, si pronuncerà in relazione al legame di causa-effetto tra il farmaco e gli eventi di trombosi rare segnalati in vari Paesi, soprattutto tra le donne più giovani, ed in seguito ai quali il land di Berlino ha già deciso di sospenderne la somministrazione tra le under-60. Dopo aver esaminato i dati, l’Ema potrebbe decidere delle limitazioni d’uso per particolari categorie, valutando lo specifico rapporto rischio-beneficio ad esempio per le donne più giovani.

Oxford sospende sperimentazione sui bimbi

L’Università di Oxford ha annunciato di aver sospeso la sperimentazione del vaccino AstraZeneca sui bambini in attesa di un’analisi sui possibili legami tra il farmaco ed episodi di trombosi tra gli adulti. Lo riporta Skynews. Il professor Andrew Pollard ha spiegato che i ricercatori dell’Università di Oxford hanno deciso di sospendere i test in attesa di maggiori informazioni. Le sperimentazioni erano iniziate a febbraio e avevano coinvolto bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni. Circa 300 volontari si erano fatti avanti. «Sebbene non ci siano preoccupazioni per la sicurezza nella sperimentazione pediatrica, attendiamo ulteriori informazioni dall’Mhra (l’Authority per i farmaci britannica, ndr) sui rari casi di trombosi e trombocitopenia che sono stati segnalati negli adulti, prima di somministrare altri vaccini», ha spiegato il professor Pollard.

Attesa per la decisione

È dunque attesa per il pronunciamento dell’Agenzia europea, a seguito del quale anche l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) farà le proprie valutazioni, mentre il confronto tra il Ministero della Salute e la stessa Aifa «è costante e le interlocuzioni tecniche sulla campagna vaccinale – fa sapere il dicastero – si svolgono con regolare frequenza». Una riunione si è tenuta anche oggi ma, ha spiegato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, «non sarà l’Aifa a prendere la prima decisione sugli eventuali rischi del vaccino, ma la dovrà prendere l’Ema a livello centrale. Se l’Aifa dà una linea, la Germania un’altra, si fa confusione. È a livello centrale dell’Ema che vanno date le indicazioni».

Ue, valutazione sulle fasce

È possibile, perciò, che «per maggiore precauzione, l’Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non utilizzare questo vaccino», ha sottolineato Sileri: «Può cioè individuare dei sottogruppi di popolazione che presentano un comun denominatore per un maggiore livello di rischio, e valutare il rapporto causa-effetto in tali gruppi». Ad ogni modo, ha ribadito, «non vi è ombra di dubbio che vi sia un rapporto rischio-beneficio positivo». Che tale rapporto resti ancora a favore del vaccino, lo conferma pure Cavaleri ed in questo senso è tornata ad esprimersi oggi l’Organizzazione mondiale della sanità: «Il rapporto rischi-benefici del vaccino è ancora largamente positivo», ha detto il direttore del dipartimento di regolamentazione e prequalificazione Rogério Paulo Pinto de Sá Gaspar.

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