Veneto

Atto di intimidazione mafiosa in Fvg ai danni di un giornalista della redazione regionale della Rai

Episodio di stampo mafioso in Friuli Venezia Giulia. Nella mattinata di giovedì una busta contenente proiettili e un foglio di giornale con una fotografia cerchiata da una X è arrivata al giornalista del Tgr Giovanni Taormina presso la redazione di Udine della Rai . L’atto di intimidazione è stato denunciato alla Questura di Udine che ha aperto un’indagine attraverso Squadra Mobile e Digos. Interessando pure la Polizia Scientifica che ha avviato i necessari accertamenti per verificare eventuali tracce e, possibilmente, la provenienza.

Chi è il giornalista

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Giovanni Taormina, originario di Trapani, è in forza alla Rai del Friuli Venezia Giulia da alcuni mesi e si occupa da tempo di criminalità organizzata. Di recente aveva intervistato un pentito della ‘ndrangheta calabrese, Luigi Bonaventura, noto per essere stato reggente di una potente cosca attiva nel territorio di Crotone, sugli interessi delle mafie in Friuli Venezia Giulia.Il giornalista ha partecipato ad un’iniziativa di Libera a Palmanova. In tale occasione sarebbe stata scattata la foto contenuta nel plico.

L’accaduto

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A segnalare l’accaduto Assostampa Fvg attraverso una nota sottolineando che “si tratta di una grave intimidazione a un collega da sempre impegnato in ricerche sulla criminalità organizzata presente anche nel Fvg, un tempo era considerata ‘isola felice'”.

La solidarietà al giornalista

A Taormina e alla Rai è subito arrivata la solidarietà da parte delle organizzazioni sindacali dei giornalisti, regionali e nazionali. “L’intimidazione – ha ricordato Assostampa, – è arrivata due giorni dopo il fallito attentato a Floriana Bulfon, la giornalista friulana che lavora per Espresso e Repubblica, nella cui auto c’era una bottiglia contenente del liquido infiammabile”.

Assostampa

“Questi episodi – conclude la nota di Assostampa Fvg – sono solo gli ultimi di una lunga escalation di intimidazioni, minacce, aggressioni verbali e fisiche ai danni di giornalisti, attacco diretto al diritto costituzionale di informare e essere informati”.

Alessandro Casarin

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Il Logo della Rai con la testa del cavallo morente in bronzo di Francesco Messina all’entrata della sede generale di Viale Mazzini. Roma, 31 ottobre 2018 ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Dopo l’arrivo della busta con proiettili ho parlato con il collega Giovanni Taormina. Mi ha detto che, pur essendo umanamente scosso, questa minaccia gli dà la forza di impegnarsi ancora di più sui fatti di cronaca che ha seguito in questi anni.” Questo il commento del direttore della Tgr, Alessandro Casarin che ha aggiunto che a Taormina sono state assicurate “Totale solidarietà e vicinanza della Direzione e dei giornalisti della Tgr. Conosco il suo impegno sul fronte della cronaca nera, le sue interviste ai pentiti di mafia e contro il traffico e lo spaccio di droga. Sono certo che continuerà a fare il lavoro di cronista in prima linea alla ricerca della verità”.

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