Veneto

Aumentano i numeri nelle terapie intensive

Farmacisti veneti pronti a scendere in campo per le vaccinazioni. In attesa dell’arrivo massiccio di dosi, restano i nodi da sciogliere sugli spazi e sui protocolli sanitari. Se ne parlerà la prossima settimana quando Federfarma incontrerà i vertici della Regione, primo atto dopo l’approvazione del decreto legge Sostegni che prevede la possibilità di somministrare le dosi proprio nelle farmacie del territorio. A livello nazionale, i sindacati e l’ordine professionale sono pronti a partire, forti di 70mila farmacisti in oltre 19mila farmacie pubbliche e private. Si partirà dall’organizzazione già sperimentata nelle ultime settimane con l’approvazione del protocollo che consente la possibilità di fare i tamponi nelle oltre 1.400 farmacie venete.

Federfarma

«Ma oltre alla somministrazione», spiega il presidente di Federfarma Veneto, Andrea Bellon, «ci stiamo muovendo anche sul fronte delle prenotazioni per determinate categorie di cittadini. Fino a questo momento per gli anziani è stata utilizzata la convocazione con lettera, che però ha dimostrato grossi limiti: sia per i ritardi che possono subire le lettere, sia perché non c’è la possibilità di avvisare se non si può andare all’appuntamento. Ecco perché potrebbe essere utile offrire il servizio di prenotazione». C’è poi il tema della formazione a cui dovranno sottoporsi i quasi 6mila farmacisti veneti prima di poter inoculare le dosi. Già ma a regime, a quante somministrazioni si potrà arrivare ogni mese? Difficile dirlo ora. Il metro di paragone è legato al numero di tamponi che il 40% di farmacie del territorio riesce a fare ogni mese: circa 50 mila.

I vaccini

«Questa esperienza», aggiunge Bellon, «ha istituzionalizzato il ruolo delle farmacie, la logistica è già pronta». I vaccini dunque saranno somministrati all’interno di quelle farmacie che hanno spazi e sale adeguate; oppure in tensostrutture costruite negli ultimi mesi al di fuori dei locali; o infine all’interno di spazi messi a disposizione da istituzioni o associazioni. A differenza del tampone, il vaccino impone un controllo per circa mezz’ora dopo la somministrazione per evitare reazioni spiacevoli. «Su questo punto», conclude Bellon, «bisognerà capire se ci dovrà essere necessariamente un medico o se invece potrà intervenire il 118». In attesa delle linee guida nazionali e della firma dei protocolli, secondo le prime previsioni è metà aprile la data fissata sul calendario per le somministrazioni da parte dei farmacisti.

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