Veneto

Austria e Svizzera contro

Impianti di sci chiusi di sicuro a S. Ambrogio. Quasi certamente anche a Natale, come anticipato dal premier Conte, che ha gelato le speranze di sciatori e operatori alpini sulla possibilità di infilare gli sci durante le feste. Oltrefrontiera Macron gli ha fatto sponda («Mi sembra impossibile prevedere un’apertura dello sci per le festività»), mentre l’Austria ha detto no, e dopo il 6 dicembre si prepara ad aprire le piste: «Le vacanze invernali da noi saranno sicure – hanno fatto sapere da Vienna -. Se anche le nostre stazioni sciistiche rimarranno chiuse durante le feste, la Ue dovrà fornire un risarcimento».

La guerra dello sci

St. Moritz im Winter

Se sul piano politico la guerra dello sci è aperta, su quello turistico si apre un altro fronte. E cioè: sempre che la situazione contagi consenta di tornare a muoversi tra le regioni, dove andranno a sciare gli irriducibili se in Italia le piste rimarranno in quarantena fino all’Epifania? Non facendo parte della Ue, la Svizzera potrebbe essere la meta più ambita. Sempre ammesso che si possa varcare il confine. Lì le funivie sono equiparate ai trasporti pubblici e non c’è rischio che si fermino. A oggi gli italiani possono fare ingresso nella Confederazione senza obbligo di quarantena: le restrizioni riguardano l’uscita dal nostro Paese, prevista per esigenze di lavoro, salute o necessità. Da Andermatt a St. Moritz si stanno già fregando le mani, e non certo per il freddo viste le temperature davvero autunnali.

Gli impianti aperti

Nonostante la poca neve alcuni impianti sono già aperti (ad Andermatt, Saas-Fee, Zermatt) e altri si aggiungeranno tra questo fine settimana e la prima metà di dicembre: a St. Moritz, Verbier e Lenzerheide. Proprio ieri ha invece chiuso il Diavolezza al Bernina, che era in funzione dal 27 ottobre. «Queste settimane sono state utili per mettere a punto le misure anti-Covid che ora replicheremo al Corvatsch: questo sabato inauguriamo la stagione con l’apertura di 4-5 piste», dice Andrea Cristina Rominger, marketing manager della società impianti che raduna tre comprensori engadinesi attorno a St. Moritz. La cautela è tanta, non così le restrizioni sulle piste, che per esempio non prevedono limiti alla capienza delle funivie o all’apertura dei rifugi: «La mascherina è sempre obbligatoria – sottolinea Rominger – dal parcheggio agli impianti alle baite sulle piste. Le funivie viaggeranno con maggior frequenza in modo da diminuire la portata, e l’eventuale coda si farà fuori dalla stazione». «Gli italiani da noi sono sempre benvenuti», ride Andrea Rominger.

Come arrivare

Arrivando da Chiavenna e dal passo del Maloja è il Corvatsch la skiarea di St. Moritz più vicina al confine, e da sempre offre super sconti sullo skipass agli italiani: grazie ai voucher, famiglie e gruppi di almeno 5 persone possono risparmiare fino al 50% sul prezzo del giornaliero. Dalla Svizzera all’Austria, dove lo sci è sport nazionale. L’intenzione è di non piegarsi all’orientamento europeo di una serrata globale degli impianti lungo le Alpi. «Se guardiamo ai dati del Covid, abbiamo una situazione simile all’Italia – spiega Hermann Erler, direttore turismo del Tirolo -. Il problema è che ci sono tante discussioni politiche ma non sono ancora state prese decisioni. Molto dipenderà dalla Germania, perché il 60% dei nostri turisti viene da lì». E aggiunge: «I nostri impianti sono pronti ad aprire il prima possibile, ma non sappiamo cosa deciderà il governo. Il 6 dicembre termina il lockdown, anche se la situazione non è del tutto sicura. In ogni caso si pensa di poter di aprire prima di Natale. La questione, se mai, è chi potrà venire a sciare da noi: se solo austriaci e svizzeri oppure anche gli italiani».

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