Veneto

Autonomia del Veneto. Boccia apre

Certe cose si capiscono dai dettagli. Come la mascherina indossata dal ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, classe 1968. «Anch’io come Luca Zaia avevo due anni quando nacquero le Regioni». Uomo del Pd che difende i compagni di partito. «Andrea Orlando non ha detto di voler statalizzare la sanità. Ma che c’è la necessità di garantire i servizi a tutti». Salvo sentirsi rispondere da Zaia che «dire in Veneto che bisognerebbe togliere la sanità è come bestemmiare in chiesa». E che, citando il Capo dello Stato Sergio Mattarella, concorda nel sostenere che «l’autonomia rafforza l’unità del Paese». Addirittura afferma: «Mi riconosco nel Leone di san Marco, non è solo il simbolo di voi veneti, lo è di tutti gli italiani». Ed è così, mentre Boccia annuncia che dopo la pausa forzata dal Covid il percorso sull’autonomia del Veneto differenziata riprenderà nella speciale commissione. E che entro l’anno potrebbero essere già firmate le prime intese con le Regioni, che si capisce la scelta di quella mascherina. Una benda blu con stampato non il tricolore, ma l’Italia delle Regioni e ogni Regione con il suo stemma. Diverse, eppure unite.

Il percorso per l’autonomia del Veneto

Bisogna dire che il governo giallorosso di Conte risolverebbe tante grane alla Lega di Luca Zaia e ai suoi alleati. In primis i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, se l’autonomia chiesta da due milioni di veneti venisse concessa in questa legislatura. Quando c’era il Conte I, con la Lega di Salvini e i grillini al governo, la trattativa è finita in un nulla di fatto. E l’allora ministro Erika Stefani ha dovuto arrendersi.

Ma siamo sicuri che dopo più di mille giorni dal referendum plebiscitario del 22 ottobre 2017, Boccia ce la possa fare? Il ministro, intervenuto a Palazzo Ferro Fini a Venezia per l’inaugurazione della mostra sui 50 anni della nascita della Regione del Veneto – e qui un inciso è d’obbligo: è stata la prima iniziativa a livello nazionale e non a caso, per la prima volta in trasferta da Roma, la Conferenza Stato-Regioni nel pomeriggio si è tenuta in laguna – ha tracciato il percorso.  

Le dichiarazioni

«Io sono un autonomista convinto. Il 22 luglio la commissione riprenderà a lavorare e spero che il Parlamento si possa esprimere al più presto per non perdere tempo. Le forze politiche si assumano le proprie responsabilità. Chi rinvia l’autonomia danneggia il Paese». Boccia ha spiegato la sua strategia. I Lep, i livelli essenziali di prestazione per sanità, assistenza sociale, scuola, trasporti, dovranno essere uguali per tutti, «da Aosta a Lampedusa».

L’idea – ha detto Boccia – è di «sganciare» i Lep dalla legge quadro, in modo che il Parlamento li esamini con cura già da settembre. Ma per non perdere tempo si può già procedere con il «decentramento amministrativo di alcune materie». Occhio. A costo zero, nel senso che alle Regioni in questo primo trasferimento di competenze non sarà dato un centesimo in più. Ma saranno comunque deleghe importanti per eliminare la burocrazia. L’esempio è il dragaggio dei porti, non proprio un’inezia. Non ha senso continuare con il trenino Roma-Comune-Regione per le autorizzazioni, io mi fido del sindaco e del presidente della Regione». E, quindi, su alcune materie, senza però esborso di denaro, si potrebbe anche già firmare.

Le reazione all’autonomia del Veneto

La linea di Boccia ha suscitato entusiasmo tra i compagni e amici del Pd. «È l’autonomia dei territori. Si sgombra il campo dai temuti spostamenti di mero potere e di centralismo regionale» (Roger De Menech). «Il confronto Governo-Regione è in corso. A settembre spetterà al Parlamento affrontare il tema» (Stefano Fracasso). Scetticismo nella Lega. La legge parla di «intesa», non di «intese» a rate. Il timore è di portare a casa ben poco rispetto ai «nove decimi delle tasse» di cui si parlava tre anni fa. Eppure Luca Zaia non ha fatto una piega. «Confermo che il Veneto chiede tutte le ventitré materie». Altro che stralcio dei Lep.

Accordi diretti sull’autonomia del Veneto

Corsia più snella per il processo di decentramento amministrativo che non comporta stanziamenti aggiuntivi. Ma, soprattutto in materia ambientale, svincola gli amministratori dal placet statale. «In quest’ambito sono possibili accordi diretti tra Governo e Regioni. Anche a breve», è la previsione. «Io mi sento rappresentato dal Leone di San Marco come Luca Zaia lo è dagli ulivi della mia Puglia». Le parole del ministro dem.

Il Leone Marciano e gli ulivi di Puglia

Ad ascoltare le sue parole, il governatore leghista. «Con Boccia c’è un ottimo rapporto. Anche se i risultati tardano a venire i tavoli tecnici hanno già prodotti i dossier sulle diverse materie. Il passaggio parlamentare? Non ci preoccupa, chi vota contro l’autonomia rinnega la Costituzione. E in ogni caso la firma finale del contratto riguarderà esclusivamente il Governo e l’amministrazione del Veneto. Noi, lo ribadisco, chiederemo l’autonomia sulle 23 materie contemplate dal titolo quinto della Carta. E non accetteremo soluzioni al ribasso». «Beh, sul tema ci sarà una inevitabile mediazione». Mette le mani avanti Boccia che scioglie il nodo del sospirato election day . «Si voterà il 20 e 21 settembre, non c’è ombra di dubbio».

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