Veneto

Bellunesi in coda per la Quota 100

LA MANIFESTAZIONE

BELLUNO – Bellunesi in fila agli sportelli dei sindacati per la Quota 100 e sette corriere pronte a partire con destinazione Roma, in occasione della manifestazione sindacale di sabato: pensioni e lavoro preoccupano i bellunesi. Ci sono i temi del futuro del Paese, dell’occupazione, delle pensioni, dei contratti, dello sviluppo, di infrastrutture, degli investimenti e molto altro nella grande manifestazione di piazza #FuturoalLavoro indetta da Cgil, Cisl e Uil. Temi cari a quanti, e sono centinaia, hanno deciso di aderire all’appello delle sigle e di partire alla volta della Capitale. «Non sarà una manifestazione politica, ma sindacale annuncia Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto Cisl Belluno Treviso. Due sono le principali azioni del Governo in questo momento: Quota 100 e il reddito di cittadinanza, ecco noi vogliamo poter intervenire e presentare la nostra posizione».

Il problema pensioni

A proposito di pensioni, la nuova misura negli ultimi giorni ha spinto centinaia di bellunesi a presentarsi agli sportelli Cisl per chiedere informazioni. Negli ultimi giorni la sede di via Vittorio Veneto sta quotidianamente accogliendo una cinquantina di cittadini che si presentano speranzosi di aver raggiunto i requisiti per andare in pensione. Molti di loro, a sentire i sindacati, resteranno delusi. «Le due misure nascondono i risparmi fatti sugli investimenti in sanità, infrastrutture e dissesto idrogeologico aggiunge Guglielmo Pisana, segretario generale Uil Treviso Belluno. Vogliamo un confronto con il Governo, non per fare lotta ai partiti ma per entrare nel merito delle questioni.

Tutti a Roma

Sabato, dunque, si scenderà a Roma per questi e altri motivi. «Vogliamo dire al Governo che il confronto con i sindacati va ripreso assolutamente ribadisce Mauro De Carli, segretario generale Cgil Belluno , a partire da questi due provvedimenti. Quest’anno non avremo il pil previsto dalla manovra e assisteremo ad una nuova recessione». Rita Gentilini segretario provinciale Spi Cgil, punta l’attenzione sulle donne. »Non viene promosso il lavoro femminile, non vengono incrementati servizi alla prima infanzia né finanziati i progetti di conciliazione vita lavoro».

A.M.U.

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