Veneto

«Benvenuta primavera», kermesse di polemiche

Gli espositori: «troppe multe e città poco ospitale»

Rovigo. La mostra organizzata nel capoluogo polesano per accogliere l’arrivo della primavera ha suscitato diverse critiche. Da una parte le multe date agli ambulanti, dall’altra una città parsa poco ospitale hanno reso «Benvenuta primavera» una kermesse di polemiche. Ma il commissario non molla: «le multe vanno pagate».

Benvenuta primavera kermesse polemiche

La kermesse di primavera

La mostra era stata organizzata da Confesercenti Rovigo in collaborazione con l’Associazione Terra & Arte e con il patrocinio del Comune di Rovigo, da venerdì 5 a domenica 7 aprile. Obiettivo della rassegna accogliere in un’atmosfera festosa l’arrivo della bella stagione e favorire il commercio. Per tre giorni Corso del Popolo, arteria principale del centro storico rodigino, si è riempito di streetfood sellers, bancarelle di prodotti artigianali, specialità enograstronomiche venete e non solo.

Tema principale della tre giorni il florovivaismo: espositori da tutto il Triveneto e dalle Regioni vicine hanno portato a Rovigo tanti diversi tipi di piante e fiori creando un ricco mercato florovivaistico lungo la città.

Benvenuta primavera kermesse polemiche

Le multe agli espositori

Ma a rendere meno dolce il weekend dei floricoltori veneti l’intervento dell’amministrazione comunale di Rovigo, guidata dopo la caduta di Massimo Bergamin e fino a nuove elezioni dal Commissario Prefettizio Nicola Izzo. Sono state affibbiate sonore multe a tutti i furgoncini degli artigiani – una quarantina – parcheggiati lungo via Grimani, una laterale di Corso del Popolo, in un’area con i parcheggi blu.

Il commissario rimane inflessibile

Ma Izzo rimane inflessibile. Secondo il Commissario, «le multe sono legittime e non possono essere revocate. L’unica strada che si può percorrere è quella prevista dalla legge e cioè il ricorso alla Prefettura».

E così qualche giorno fa gli artigiani hanno inviato al Commissario prefettizio una lettera per spiegare che i furgoni erano stati lasciati in via Grimani perché gli organizzatori avevano rassicurato sul fatto che quell’area sarebbe stata riservata. Senza specificare, però, che la sosta sarebbe stata comunque da pagare, come indicato in un articolo dell’ordinanza comunale. Articolo che neppure gli stessi organizzatori  conoscevano!

Benvenuta primavera kermesse polemiche

L’amarezza degli artigiani

Grande l’amarezza degli artigiani, secondo i quali la città non ci ha fatto per niente una bella figura. Netta l’opinione di un imprenditore di Asiago, Rosmel Giotti: «A Rovigo, per lavorare, non ci tornerò più, e come me faranno altri ambulanti», afferma.

«Ma non parlo solo delle multe, per le quali noi non abbiamo colpa – continua. «Io personalmente le ho già pagate, una per il furgone e una per il camper, 28 euro l’una. Ma non è questo il punto. Il fatto è che la città si è dimostrata poco accogliente anche sotto altri punti di vista. Ad esempio domenica molti negozi sono rimasti chiusi, e così pure i bar. L’impressione che abbiamo avuto è che i commercianti della città non gradissero la nostra presenza. E se il centro non condivide queste iniziative non si può pretendere che riescano al meglio».

Coordinazione tra uffici e buonsenso

Probabilmente il disguido è nato da alcune mancate comunicazioni tra il Comune e gli organizzatori. Giotti protesta ancora sul tema multe. «L’organizzazione ci aveva detto che era tutto a posto. Bastava poco per evitare ogni problema, se ci dicevano che occorreva pagare il parcheggio l’avremmo fatto. Io, artigiano del cuoio, ho pagato 500 euro per i tre giorni della fiera. Ma ora non è più un problema mio, la multa l’ho pagata e la mia attività a Rovigo di certo non la porterò più».

A far sentire la sua voce anche il vicepresidente Confcommercio Rovigo, Giancarlo Zanella. «C’è stata mancanza di comunicazione, ma non è colpa di nessuno. O meglio la colpa è di quegli accertatori di Asm che non hanno avuto il buonsenso di informarsi e chiamare i vigili urbani per chiarire l’equivoco. L’ordinanza non era stata scritta come prevedevo, e non chiedetemi il perché, ma diceva che l’area sosta di via Grimani era riservata agli ambulanti previo pagamento della sosta. Quell’ordinanza però ci è stata notificata solo a fine fiera. Sicuramente – conclude Zanella – gli accertatori della sosta avrebbero potuto usare un po’ di buonsenso».

Pierfrancesco Divolo

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close