Veneto

Bilancio Veneto durante il Covid

Prende forma la manovra economica di fine anno. L’assemblea regionale ha approvato, a maggioranza, l’assestamento del bilancio regionale 2020: «Una misura che adegua i conti di previsione all’impatto generato dalla pandemia, in particolare al minor gettito di bollo auto (-255 milioni), Irpef (-12) e accise sul gas (-5) a fronte delle maggiore entrare per finanziamenti statali alla sanità e della riduzione del debito autorizzato e non contratto, sceso dagli 2 miliardi del 2014 ai 532 milioni attuali», puntualizza il relatore Luciano Sandonà (Lista Zaia). Morale della favola? «Il saldo attivo ammonta ai 24 milioni, elevati a 36,4 da alienazioni patrimoniali e riduzione di oneri sui mutui». Destinati, si apprende, ad un ventaglio che include viabilità, infrastrutture e superstrada Pedemontana (7,8 mln); tutela dei malati mentali non autosufficienti(7,5) e dei minori in comunità (3); e poi 6,6 milioni alla bonifica di siti inquinati; 1 milione alla promozione turistica e altrettanti ai Giochi invernali Milano-Cortina, 600 mila euro all’adeguamento di immobili regionali, 530 mila in borse universitarie e interventi per il diritto allo studio, 250 mila al cinema e ai beni culturali e 240 mila alla prevenzione incendi in parchi e aree protette.

Le risorse

Padova 16/05/2018 ©Bergamaschi Marco Elisa Venturini sindaco di Casalserugo – Elisa Venturini sindaco di Casalserugo – fotografo: marco bergamaschi

Al riguardo, Vanessa Camani del Pd critica tempi, modalità («Gli stanziamenti ammonta in realtà a 29 milioni, perché 8 sono imputabili a successive annualità, e non sarà possibile spenderli entro l’anno) e ancor più l’impostazione: «Questa è una manovra ordinaria che non guarda ai bisogni esistenziali dei veneti in questo momento di assoluta emergenza: sanità, ristori alle imprese, tutela dei lavoratori, riduzione delle disuguaglianze». Sul versante opposto, l’assessore leghista al bilancio Francesco Calzavara rivendica «una risposta tempestiva, reattiva, concreta», mentre la capogruppo forzista Elisa Venturini loda «il coraggio di investire sul domani, sul post crisi». Toni ben diversi quelli di Elena Ostanel (Il Veneto che vogliamo) – «Misure del tutto insufficienti» – e Arturo Lorenzoni, convinto si tratti di «un’occasione perduta».

Il via libera

Tant’è: alla prova dell’aula il provvedimento ha raccolto un largo, e scontato, via libera, incassando il plauso a distanza del governatore Zaia. Meno vivace la discussione sul bilancio consolidato 2019, licenziato con l’astensione dell’opposizione. Qualche scintilla è scaturita invece dal confronto sulla proposta di legge che innalza lo stipendio del direttore generale della sanità – o meglio, lo allinea a quello dei dirigenti delle Ulss – illustrato dalla zaiana Sonia Brescacin e contestato dalla dem Anna Maria Bigon, che ha motivato il voto contrario del suo gruppo. Ancor più acceso il botta e risposta sull’avvenuta a proroga del piano faunistico-venatorio all’agosto 2021: «I cacciatori svolgono un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ambiente», ha affermato il capogruppo leghista Giuseppe Pan; «Un rattoppo sbagliato che aggrava i danni», la replica dai banchi dem.

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