Veneto

Blocco Totale

Sono ore impegnative, queste, per l’Italia. Probabilmente le più difficili dalla Seconda Guerra mondiale. Soltanto alcune ore fa il Governo ha decretato il blocco totale del Paese nel tentativo di arginare l’epidemia da Coronavirus. Le Borse sono crollate, assestando il peggior danno economico subito in epoca recente.

Cosa ci aspetta con il Blocco

E adesso? Adesso si aspetta febbrilmente il bollettino della Protezione civile per capire se le misure varate sono sufficienti o meno. In realtà è ancora troppo presto per dirlo. Considerato che la malattia impiega tra i 5 e i 14 giorni per manifestarsi nei nuovi contagiati. Ma la titolare del Viminale ha già fatto sapere che Roma è pronta a prendere nuove, drastiche misure nella lotta alla pandemia.

Cosa ha detto Lamorgese

«Il governo – ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – ha agito con determinazione e fermezza. Adottando le decisioni ritenute necessarie in ragione dell’evoluzione di una situazione emergenziale assolutamente imprevedibile. Si è tratto di decisioni assunte gradualmente che sono state condivise con gli esperti e il mondo scientifico. Ad oggi siamo impegnati a garantire l’applicazione di tutte le prescrizioni adottate. Ne valuteremo gli effetti e, se necessario, non ci sottrarremo ad altre scelte coraggiose».

Rischio blocco assoluto?

Insomma, la titolare del Viminale non esclude il blocco assoluto del Paese. Quindi divieto di andare al lavoro e chiusura delle fabbriche. Che al momento procedono a scartamento ridotto e dovendo garantire il rispetto delle norme sanitarie. Quale extrema ratio per contenere la diffusione del Coronavirus. Ma solo i numeri dei prossimi bollettini e l’osservanza dei precedenti decreti emanati dal Governo da parte di tutta la comunità potranno dirci se sarà o meno necessario giungere a tanto per salvare altre vite e un sistema sanitario prossimo al collasso.

Le attuali limitazioni

Riportiamo l’interpretazione del ministro Lamorgese dell’ultimo decreto. In merito alla possibilità di uscire di casa. «Le limitazioni e le raccomandazioni sono le stesse in tutte le Regioni. Si può uscire di casa solo per andare al lavoro, per ragioni di salute o per situazioni di necessità. Come fare la spesa o procurarsi generi indispensabili. Per agevolare la verifica di queste esigenze è sempre prevista un’autodichiarazione. Che potrà essere resa anche seduta stante sui moduli in dotazione alle forze di polizia. Ovviamente la veridicità delle dichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi».

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