Veneto

Boom di partecipazione alla Messa di Natale in stazione FFSS a Padova

PADOVA. Messa della vigilia di Natale in stazione FFSS a Padova coi Missionari Comboniani, con gli ultimi e con tutti gli uomini e le donne che hanno voluto condividere questa magica notte sentendosi fratelli. Così da quasi 30 anni, e a ripensarci sembra ieri. Nata per condividere con i senzatetto, cresciuta e arricchita anno dopo anno dalla presenza crescente del popolo africano.

Nel 92 era presente niente meno che padre Alex Zanotelli dalle baraccopoli di Korogocho, Kenia, ed eravamo solo una cinquantina. Un colpo d’occhio di forse 1.000 persone che ha condiviso la veglia natalizia con l’animazione canora dei comboniani laici e dei profughi che erano a Bagnoli riuniti nel coro “Rinascita”, con la celebrazione dei padri comboniani Eliseo Tacchella, Luigi Andriollo, Gaetano Montresor, Pedro Valnei, padre Lorenzo, di Don Luca Favarin, don Albino Bizzotto dei “Beati i costruttori di pace”, don Alberto Gonzato e don Raffaele Gobbi del Centro Missionario Diocesano. In rappresentanza del Comune di Padova, l’assessore Cristina Piva. Molte le associazioni. 500 le particole, spezzate anche in 2, a volte anche in 4, eppure non sono bastate per comunicare tutti quanti avrebbero desiderato questa notte.

Dalla mia posizione “privilegiata” di cantore mi trovo davanti il mare di persone: già un quarto d’ora prima dell’inizio della Messa si capisce che c’è qualcosa di diverso stasera. La stazione è già stracolma. “Effetto Salvini?” mi sono chiesta. E in questa domanda c’era un po’ di tutto, delle polemiche delle ultime settimane, del momento sempre più difficile per chi ha bisogno di tutto e per chi lavora nel cosiddetto “terzo settore”, colpito da leggi sempre più grevi. Sì, grevi, pesanti: che colpiscono chi sulle migrazioni ci mangia, ma anche chi dell’integrazione ha fatto la propria missione e ora si trova su una barca piena di falle da cui entra più acqua di quella che riesce a buttare fuori. E su questa barca i volti di uomini come noi: persone come tutti noi.

messa in stazione FFSS Padova“Natale sei tu quando sazi di speranza il povero che ti sta accanto” chiude l’omelia padre Eliseo Tacchella, missionario comboniano di ritorno in sede a Verona dopo alcune decine di anni trascorsi in Congo, fra i massacri (anche di sacerdoti, ma non ne parla nessuno) e lo sfruttamento silenzioso delle ricche risorse del Paese attraverso gli ultimi degli ultimi, i bambini che scavano nei cunicoli delle miniere il prezioso minerale che serve a noi per alimentare i nostri cellulari e il nostro benessere. “Avrei tante cose da raccontare – dice padre Eliseo – ma stanotte siamo qui per celebrare il Natale”.

“La storia di Gesù è di un’attualità impressionante – comincia così padre Eliseo Tacchella l’omelia, dopo il Vangelo letto da don Luca Favarin, anche lui attivo fra gli ultimi, qui da noi, nel nostro Paese, e al centro di molte polemiche riguardanti il presepio e non solo – I governi tendono a censire i sudditi, dividendo i cittadini per censo, obbligando talvolta a cose insensate, come andare da Giudea a Galilea e ritorno anche se incinta di 9 mesi. E oggi quanti percorrono questo viaggio, ma senza pastori”.

Messa in stazione FFSS Padova 2018“Cosa ci suggerisce questo bambino che nasce oggi? Siamo qui per festeggiare un compleanno, non per ricordare solo una cosa del passato, ma che si realizza continuamente – prosegue – 902 milioni di persone vivono in condizioni di ESTREMA povertà. Noi ci scambiamo auguri, foto, senza pensare che c’è uno sfruttamento di persone e risorse dietro, di bambini. Gesù arriva in un mondo dove la formula “schiavi-schiavisti” è ribattezzata “prima noi, poi loro”.

Parole forti, coraggiose, di chi in Congo ha visto davvero di tutto, e porta e ha portato la propria testimonianza anche a rischio della propria vita. “Le persone che amano, che danno la vita, danno fastidio”, dice infatti ad un certo punto. “Difficile accogliere qualcuno, difficile fare del bene, ti accusano, ti colpiscono. Ma crediamo nella potenza disarmata dell’Amore”. Per noi il punto di riferimento non è la Legge, ma un Amore incondizionato”.

Chiude spronandoci: “Ognuno di noi ha questa potenza di amore dentro di sé, ciascuno di noi ce l’ha, non teniamola nascosta“.

Gesù è nato per tutti noi. Buon Natale.

Sara Zanferrari

 

 

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