Veneto

Caccia alle poltrone. «Sono in troppi ad agitarsi, ci vuole umiltà»

A buon intenditor, poche parole. Per la prima volta in otto mesi, Luca Zaia si presenta al briefing sulla pandemia orfano degli “angeli custodi” Manuela Lanzarin e Gianpaolo Bottacin, gli assessori a sanità e protezione civile che pure rientrano senza ombra di dubbio nella top ten della nuova Giunta. «Siamo nel semestre bianco che precede le nomine», ridacchia, ma l’avviso ai naviganti leghisti è inequivocabile: nessuna rendita di posizione, le preferenze raccolte non rappresentano in alcun modo un’ipoteca sulla poltrona e chi sgomita nei corridoi finirà per ritrovarsi con un palmo di naso.

Nessuna caccia alle poltrone

Ha un sassolino nella scarpa, il governatore più votato nella storia del regionalismo italiano: «Ci vuole un po’ d’umiltà, quando mi proposero di fare il ministro io esitai per un mese suggerendo qualcuno di più capace, ora invece c’è gente disposta a qualsiasi incarico, si candiderebbero anche a pilotare uno Shuttle». Il retropensiero: ho trainato la squadra consentendo l’elezione a chi altrimenti non ce l’avrebbe fatta, please evitate di accapigliarvi, risparmiatemi i messaggi trasversali, gli incarichi sono limitati e in ogni caso anche ai semplici i consiglieri sarà garantito un assegno mensile netto vicino a ottomila euro, magari superiore al mio.

Aspettando gli assessori

L’allusione indispettita corre a quanti – da Padova al Veneto Orientale, da Verona a Vicenza – reclamano un posto al sole soffiando sul fuoco delle sezioni e denigrando i rivali: «Sono in troppi ad agitarsi, dai partiti, invece, non c’è stato alcun tipo di pressione e di ciò ringrazio la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia». Giochi fatti, allora: «Ho già le idee chiare, le decisioni le prendo in totale autonomia perché sarò io a rispondere dell’operato dell’intera amministrazione. Conto di presentare la nuova giunta entro la prossima settimana, dopo la seduta d’insediamento del consiglio», e a riguardo si apprende che il presidente uscente Roberto Ciambetti è orientato a convocare l’assemblea di Palazzo Ferro-Fini tra giovedì e venerdì.

Il ricorso in appello

Sullo sfondo, il ricorso al Tar avverso la decisione della Corte d’Appello che ha riammesso in aula il M5S assegnando un seggio ad Erika Baldin a danno della zaiana Roberta Vianello: «Confermo che chiederemo il reintegro della nostra candidata, se viene negato il requisito della soglia minima al 3% c’è il rischio di contenziosi a non finire».

La Lega e la caccia alle poltrone

Tant’è. Il governatore veneto, c’è da giurarci, è stato evocato anche nel faccia a faccia romano tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti; un chiarimento, definito «cordiale» dal segretario della Lega, divenuto urgente dopo lo scambio di valutazioni a distanza, tutt’altro che coincidenti, sul voto del 20 e 21 settembre e sulle immediate prospettive parlamentari del Carroccio. A riguardo è stata ribadita la decisione di istituire una segreteria collegiale che riunisca gli esponenti più significativi – Luca Zaia incluso – e concorra a ridefinire la strategia nazionale del partito.

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