Veneto

Cala il virus ma è polemica con Gimbe

Cala il virus e i positivi al virus sono, stando ai dati recenti, sono 19194, solo 5 casi in più rispetto a prima. Nessuna vittima nella notte. I tamponi oltre quota 780mila: 780.786. Le terapie intensive sono Covid freee. I ricoverati sono 300, di cui 66 positivi. I dimessi 3478 e i nati ieri sono stati 79.

Cala il virus ma la facoltà è contesa

Zaia: Si è aperto un tavolo per il corso di Medicina a Treviso in modo da risolvere l’annosa questione. Si è poi chiusa la gara per i vaccini: aggiudicate 1,3 milioni di dosi per coperture di operatori e Rsa. Molto raccomandato ma non obbligatorio: siamo la prima Regione ad aver chiuso l’appalto e poter partire anche prima dell’autunno, specie per gli anziani. Inizieremo a fine agosto. Si tratta del vaccino anti-influenzale.

Cala il virus ma i dati sui tamponi?

Il governatore è infastidito dai dati della fondazione Gimbe sui tamponi “nascosti”: Siamo ai limiti della calunnia. Non è vero che sono calati per celare il diffondersi del virus. Se qualcuno ha notizie di questo tipo faccia una denuncia alla magistratura: il nostro numero totale è 780.786, vi sembrano pochi? E ci sono i capitoli di spesa per tali analisi.

Braccio di ferro col governo

«Ci riuniremo in videoconferenza con gli altri Presidenti di Regione per parlare della questione delle ultime aperture. Anche perché sembra che il Governo voglia procrastinare il riavvio degli spettacoli a metà luglio». Lo ha riferito il Presidente del Veneto, Luca Zaia. «Su questi temi, come quello delle discoteche – ha proseguito – c’è un ragionamento da fare, con non poche difficoltà. E dobbiamo prima di tutto verificare se nel nuovo Dpcm in redazione ci saranno spazi di discrezionalità o se dovremo semplicemente agganciarci alle decisioni del Governo. Al momento, non abbiamo nessuna informazione in merito, ma il Governo dovrà fare il nuovo decreto prima del 15, altrimenti tutto tornerà automaticamente alla normalità, senza più bisogno di linee guida», ha concluso Zaia.

Cala il virus ma le elezioni?

«Se il Governo deciderà di lasciarci qui fino ad agosto, i Presidenti di Regione convocheranno le elezioni alla prima data utile, che per noi è il 20 settembre. E si rischia uno spreco, perché se il Governo deciderà di convocare le urne per ottobre o novembre, salterebbe l’election day». Lo ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia. «A oggi non abbiamo ancora ricevuto segnali. E mi sembra che in Parlamento si stia discutendo per andare oltre il 20 settembre».

Caos elezioni

 «Ci sono 1.500 sindaci e 6 presidente di Regione scaduti a maggio. Questo Paese sta scrivendo una delle peggiori, delle più brutte pagine della sua storia. Non si vuole andare a votare, mentre la Francia voterà a metà giugno. Chi porta avanti questa linea è contro la democrazia e contro l’autonomia, una delle prerogative delle Regioni è proprio fissare la data delle elezioni. Invece, con un emendamento di Forza Italia hanno vietato in Parlamento di convocare le elezioni prima del 15 settembre. Ricordo che quando si voterà a settembre le scuole dovranno essere chiuse almeno per una settimana, dove ci saranno i ballottaggi anche per due settimane. Capite che non sta in piedi questo discorso? Ho parlato a lungo con il presidente Mattarella di questo problema, lui sa tutto, purtroppo non è compito del Quirinale l’indizione delle elezioni». 

Corso di laurea di Medicina a Treviso

 «Volenti o nolenti lo facciamo, abbiamo 60 posti da saturare, per cui ragazzi iscrivetevi. La data ultima è il 16 giugno, ho parlato con il governo, spero la questione si chiuda senza dover andare alla Corte Costituzionale. E adesso noi come Regione ci aggiungiamo anche un bel numero di borse di studio».

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