Veneto

Capelli a zero contro la leva obbligatoria

Singolare protesta di un centinaio di studenti davanti alla sede della Regione Veneto: in 10 si sono fatti tagliare i capelli

“Noi crediamo nella diversità e i capelli sono l’unico tratto distintivo a cui vogliamo rinunciare. No alla leva obbligatoria, caserma è sinonimo di omologazione”.

Queste le parole che hanno accompagnato il gesto eclatante di diversi studenti, durante il sit-in di martedì pomeriggio alle 14.30 davanti alla sede del Consiglio Regionale, in calle XXII marzo.

Un centinaio, in tutto, i ragazzi veneti racchiusi in diverse sigle sindacali. Tra queste, la Rete degli Studenti e l’Udu che, con una decina di studenti e studentesse, ha voluto dare un segnale forte contro la discussione di oggi sulla reintroduzione della leva obbligatoria per i giovani tra i 18 e i 28 anni, proposta dal ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini.

Una decina di ragazzi ha deciso di rasarsi a zero al grido di “Leva obbligatoria? No signore”.

A Venezia sono arrivati anche i rappresentanti del Coordinamento degli studenti medi del Nordest (accompagnati dal collettivo Loco, Lisc e Spam). “Questa proposta ci fa vergognare”, hanno detto prima di estrarre finte armi in cartone. Ognuna riportava il nome di un’opera letteraria: “sono quei libri che fanno parte della nostra cultura e che ora si vorrebbero sostituire con le armi”.

E.P.

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