Veneto

“Cassa integrazione in deroga veloce”

«Nel provvedimento approvato dal Governo c’è la previsione di accentrare all’INPS l’accoglimento ed il pagamento della cassa integrazione in deroga. Questo è un bene perché consentirà di processare le pratiche più velocemente, saltando il passaggio farraginoso della Regione che allunga i tempi. Ora nel giro di 30 giorni si attiverà la procedura a 15 giorni dalla richiesta l’INPS erogherà il 40% dell’assegno, anche per il pregresso». Con queste parole Enrico Cappelletti, Candidato presidente Movimento 5 Stelle Veneto accoglie la notizia data dal Governo.

Cosa era accaduto con la cassa integrazione in deroga

La Regione Veneto aveva sottoposto le richieste ma non in maniera sollecita e questo aveva causato ritardi. Infatti quello che ha rallentato la CIGD in Veneto è la richiesta da parte della Regione dell’accordo sindacale anche per le aziende con 5 dipendenti, quando l’INPS prevedeva solo l’informativa. Un caos generato anche dal fatto che l’impegno era stato preso dall’Assessore Elena Donazzan. «È comunque paradossale che sia proprio Zaia a prendere atto che lo Stato può anche far meglio il suo lavoro, se elimina dalla procedura proprio la parte di lavorazione delle pratiche che era di competenza regionale».

L’interrogazione sulla cassa integrazione in deroga

Simone Scarabel, consigliere regionale per il Movimento Cinque Stelle ha presentato un’interrogazione al Consiglio Regionale per sapere per quale motivo, quando la priorità è fornire liquidità nel più breve tempo possibile a lavoratori e aziende, la Regione, con il Decreto 27 marzo 2020 n.23, abbia aggravato l’iter per i richiedenti di incombenze non necessarie.

Il commento di Elena La Rocca

L’appello di Cappelletti è raccolto anche dalla consigliera veneziana Elena La Rocca che sottolinea: «La Regione vuol far passare di sé l’immagine dell’efficienza, ma la verità è che ha fatto un sacco di danni ai suoi imprenditori e ai suoi lavoratori. Invece di puntare continuamente il dito contro il Governo farebbe bene a farsi autocritica. Il DDR 223 del 27 marzo aggrava una procedura già complessa: le richieste di accesso alla CiGD da parte dei datori di lavoro devono essere sottoposte all’accordo sindacale, anche per le aziende con meno di 5 dipendenti. Per ulteriori informazioni, citofonare all’assessore Donazzan».

La conclusione di Cappelletti sulla cassa integrazione in deroga

Il commento sulla vicenda del candidato Presidente Enrico Cappelletti è lapidario. «E’ sconcertante che le piccole e piccolissime imprese, che sono le fondamenta dell’economia del territorio Veneto debbano essere penalizzate da una disposizione regionale che, anziché agevolare, dilata i tempi di erogazione dei soldi ai dipendenti. Ciò accade, peraltro, proprio nei confronti delle aziende più piccole che non hanno liquidità necessaria per anticipare la cassa integrazione. È importante che vengano date le opportune spiegazioni per una simile scelta».

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