Veneto

Centro blindato e baristi sul piede di guerra

Vuoi l’ordinanza anti tour alcolici, il ritorno dell’aria fredda da est o la vigilia della zona arancione. Diminuisce la pressione sul centro storico di Venezia nel primo giorno del weekend. Un sabato tutto sommato tranquillo, quello di ieri. Anche se non sono mancati gruppetti di giovani con zaini pieni di bottiglie di plastica riempite di alcol, anche nelle zone più centrali della movida e dopo gli orari di chiusura dei locali. A dimostrazione che qualcuno è arrivato in città già “armato” di bevande. Numeri in calo rispetto a sette giorni fa, quando nel fine settimana si erano registrate più di 60 mila persone.

Il Comune

Ieri le presenze, fa sapere il Comune, si sono fermate a 20 mila, con un calo tra il 12 e il 15%. Complici gli ultimi giorni di spostamenti concessi tra Comuni, circa 15 mila provenivano da tutta la Regione. Duemila, invece, i turisti stranieri. Il parcheggio comunale non ha fatto registrare il tutto esaurito, a differenza di quanto successo nelle ultime domeniche. Ciò nonostante, tavolini e plateatici hanno fatto registrare il tutto esaurito. Tra Erberia e fondamenta degli Ormesini, a Cannaregio, agenti della polizia locale e della polizia di Stato hanno controllato che la situazione non degenerasse. Per il terzo fine settimana consecutivo, il cuore della movida del centro storico è rimasto blindato. E a parte qualche schiamazzo e coro da stadio da parte di comitive che avevano alzato un po’ troppo il gomito, la polizia locale non ha registrato casi eclatanti e lo sbarramento contro gli assembramenti non è scattato.

L’ordinanza di Brugnaro

Quella di ieri era anche il primo banco di prova per l’ultima ordinanza comunale che vietava la vendita di alcolici da asporto da parte degli esercizi pubblici e dei supermercati, i cui scaffali fin da venerdì sono stati sigillati con nastro adesivo. Scene di bevute in compagnia sottobanco, però, non sono mancate. L’ordinanza, poi, è stata accolta con rabbia dagli esercenti secondo cui servirebbero più controlli da parte delle forze dell’ordine. «Le scene scabrose degli ultimi fine settimana», spiega Roberto Falchetti, esercente di Rialto, «sono le stesse che si vedevano prima del Covid, solo anticipate come orari. Venezia resta allo sbando.

Esercenti in lotta

L’ultima ordinanza colpisce gli esercenti per sgravare le forze dell’ordine e il Comune dal loro dovere di controllare e far rispettare le regole. Questa ordinanza è indipendente dal Covid, potrebbe restare anche in futuro. Ma se oltre alla pandemia ci si mette anche l’ordine pubblico, saremo costretti a chiudere». Di lotta all’alcolismo anziché al virus parla anche Lavinia Cotti, titolare del Bussola Cocktail Club in campo Bella Vienna, preoccupata per la zona arancione che scatterà da lunedì: «Tanto valeva andare in zona rossa. Siamo esasperati. Noi qui garantiamo il distanziamento, poi spetta alle forze dell’ordine controllare cosa succede sul suolo pubblico».

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