Veneto

Claudio Beltramello, candidato nella lista del Partito Democratico della Provincia di Treviso a sostegno di Arturo Lorenzoni Presidente

Cosa l’ha convinta a candidarsi?

“È da dieci anni che mi impegno in politica nella mia città, Castelfranco Veneto, e che cerco di portare le mie competenze di medico al servizio di tutti, con una priorità in testa: il diritto alla salute. Ora ho deciso di candidarmi alle elezioni regionali, perché è in Regione che le scelte che contano vengono fatte. L’emergenza Covid ha dimostrato a chiunque che, per materie difficili, servono persone preparate. Penso di poter fare davvero la mia parte, dopo aver lavorato a lungo nell’organizzazione sanitaria e nel contrasto delle epidemie in Africa e anche lavorando all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Vorrei difendere i servizi sanitari e sociali dai tagli e dalla cattiva programmazione degli ultimi anni”.

Quali sono i punti del suo programma al di là della lista che rappresenta?

“Il mio obiettivo è difendere il modello socio-sanitario veneto costruito nei decenni e fondato sulla integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali. Vorrei rafforzare anziché chiudere i reparti ospedalieri, salvaguardare anziché ridurre i posti letto degli ospedali, tutelare e finanziare la medicina del territorio e i servizi distrettuali, proteggere con investimenti seri le categorie fragili, dare il via ai necessari piani di assunzione per il personale sanitario e riportare i ritmi di lavoro spesso massacranti e il clima a volte pesante a livelli finalmente sostenibili”.  

Se eletto, quale sarebbe la sua prima azione?

“Investirei subito del denaro nell’assistenza ai più giovani. Penso alla cura del disagio minorile, ai servizi di neuropsichiatria infantile, al lavoro dei consultori familiari. Queste sono priorità e la politica non può permettersi di ignorare i bisogni di minori e adolescenti. Significherebbe non avere a cuore il futuro di un territorio e di una società”.

Come sta vivendo queste elezioni per certi versi giocate più sui social che a confronto con la gente? Lei come si sta comportando?

“Ho usato i social più del solito per avviare dibattiti live e per diffondere petizioni online. E poi sto davvero molto al telefono. Ma devo dire che non ho smesso di vedere le persone dal vivo. Adotto tutte le cautele che servono e organizzo piccoli incontri al posto dei grandi appuntamenti. Cerco sempre di confrontarmi il più possibile con i cittadini”.

Faccia un appello al voto

“Il voto è sempre prezioso. Ma in questo momento lo è ancora di più. Chi non si riconosce nella Lega e nelle favole di Zaia, secondo cui “tutto è perfetto”, deve farsi finalmente sentire e chiedere un deciso cambio di rotta alla politica. Occorre mettere un argine alla deriva monocolore leghista che tanti danni ha fatto, dai tagli agli ospedali al sacrificio dell’ambiente in nome del solo interesse economico”.

Descriva se stesso in poche parole e perché condivide certi ideali

“Sono un generosissimo rompiscatole: generoso perché mi spendo per tutti, rompiscatole perché non demordo finché non realizzo quel che ritengo importante. Il mio impegno politico nasce dai miei ideali, quelli che ho scoperto nei tanti anni di volontariato da ragazzo e nei sette anni di vita e di lavoro in Africa, come medico. L’unica società giusta è quella che non lascia nessuno indietro. Questo è il mio obiettivo oggi”.

Per quale motivo dovrebbero dare il voto a lei o a un altro della lista?

“Spero che i cittadini votino la nostra lista del Partito Democratico della Provincia di Treviso per la sensibilità con cui guardiamo al futuro del Veneto. Ognuno di noi nove esprime una visione e una competenza, ma insieme formiamo un’ottima squadra. Quello che vorrei poter fare io è impegnarmi nella difesa e nella valorizzazione della sanità pubblica, sulla base di una conoscenza specifica, maturata in 25 anni di lavoro, e di un’attenzione prima di tutto umana per le persone”.

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